Home Avvenimenti Sant’Anastasia al voto/Carmine Esposito: «Abbiamo un solo partito, si chiama Sant’Anastasia»

Sant’Anastasia al voto/Carmine Esposito: «Abbiamo un solo partito, si chiama Sant’Anastasia»

397
0
CONDIVIDI

Giovedì Carmine Esposito ha aperto la sua campagna elettorale ieri sera è toccato a Lello Abete, lunedì toccherà a Raffaele Coccia, martedì a Mario Gifuni. I quattro candidati alla poltrona di sindaco cominciano ufficialmente la campagna elettorale. Il debutto dopo la presentazione delle liste (Arcobaleno, Agire, Alleanza per Sant’Anastasia) è stato per Carmine Esposito, già sindaco dal 2010 al 2013, un ritorno al cinema Metropolitan con tutti i candidati e le candidate.

A passare il testimone, in apertura di serata, le consigliere comunali uscenti Lucia Barra (assessore di Esposito e poi di Abete che non la riconfermò nel primo rimpasto di giunta, è entrata in consiglio comunale dopo le dimissioni di Mario Trimarco – adesso tra le fila di Mario Gifuni – essendo la prima dei non eletti nella lista Sant’Anastasia in Volo) e Veruska Zucconi. Entrambe hanno deciso di non candidarsi (è in lista, invece, il papà della consigliera Zucconi, Arturo) ma hanno tenuto a ribadire il loro impegno.

 

Il saluto ai candidati della consigliera Lucia Barra. «La mia è stata un’esperienza bella, forte, anche molto impegnativa. Mi è stata data la possibilità di crescere, di poter dare un contributo concreto al mio paese. Sono rientrata tra i banchi dell’opposizione e non potevo fare diversamente giacché l’amministrazione uscente si può solo dire “voltagabbana” perché non ha mantenuto gli impegni presi nella scorsa campagna elettorale. Devo ringraziare la persona che mi ha trasmesso la passione per la politica, quella con la P maiuscola, sono certa che sarà l’unico, anche stavolta, in grado di fare la differenza: Carmine Esposito». Ha poi ringraziato la squadra che dal 2015, dopo il «divorzio» da Abete l’ha sostenuta, dall’ex assessore Armando Di Perna (anche lui a casa, a favore del papà Eugenio, candidato nella lista Agire) all’ex capostaff prima di Esposito e poi di Abete, Ciro Pavone. «Tutto ciò che abbiamo fatto in questi anni è frutto di un lavoro di squadra e se posso dare un umile consiglio ai nostri candidati, ecco: non agita in solitudine, solo lavorando tutti fianco a fianco si possono dare risposte concrete ai cittadini, solo così non perderete mai di vista la missione dell’agire per il comune interesse».

La consigliera Veruska Zucconi: «Io non mi congedo, sono qui per esortare i candidati». La Zucconi è stata assessore alla pubblica istruzione nella giunta Esposito, consigliera prima di maggioranza e poi di opposizione con Abete. «Sono stata forte perché c’era il mio gruppo, nonostante il progetto tradito da chi oggi è candidato altrove. Ora posso dire con certezza, ne ho le prove, che Carmine Esposito è l’unico uomo politico a Sant’Anastasia capace di tenere fede agli impegni elettorali. Sosterrò sempre il suo, il nostro progetto, e sono qui per dire ai candidati che dobbiamo essere uomini e donne di libertà, sostenere il giusto modo di amministrare la comunità. Più di qualcuno mi ha detto che un conto è la politica e un conto è l’amicizia, ma questo non giustifica un tradimento, aborro questo modo di pensare: se una persona ha tradito in politica lo farà anche nel resto, ho visto chi sedeva al mio fianco all’opposizione candidarsi con chi aveva combattuto, dov’è la lealtà, dove sta la coerenza? Oggi sono qui a sostenere il giusto modo di amministrare, a chiedere un voto di opinione e non di interesse: solo Carmine Esposito può portare avanti questo paese».

 

Dopo le consigliere uscenti nessun candidato sul palco, solo un filmato e le foto di tutti, uomini e donne schierati nelle tre liste a sostegno del ri-aspirante sindaco che ha tenuto la scena da solo per circa un’ora. Senza nemmeno ripercorrere – come aveva fatto nelle ultime uscite pubbliche – la sua vicenda giudiziaria, quella che troncò l’esperienza da primo cittadino nel 2013 e che gli è costata una condanna a un anno e due mesi, con pena sospesa (ecco perché è candidabile ed eleggibile) per tentativo di induzione indebita mentre è in corso l’appello. O meglio, solo un accenno per quello che ha definito «esilio forzato».

NON PARLO PIU’ DEI “NEMICI”. «Non sono qui per sprecare energie ma per chi, anche nel mio esilio forzato, ha sempre creduto in me. Ho attraversato un deserto di notte ma è proprio allora che le stelle si mostrano nel loro splendore e indicano la strada. Tanti progetti meritano di essere messi in campo e rilanciati per il bene di tutta la squadra di governo capace di vincere la sfida del futuro. Questa è una partita decisiva per il bene di Sant’Anastasia che oggi vive un contesto sociale e morale buio, non parlo di politica perché di politico loro non hanno nulla».

LE CANDIDATURE SIMBOLO. «Clientelismo, ricatti, sfruttamento, è questo che dobbiamo affrontare. Nelle nostre liste ci sono due ragazze, Luigia Punzo e Carmela Scarpato, sono loro l’emblema della vergogna e del modo di fare dell’amministrazione uscente. Hanno perso il lavoro, sono state licenziate con cinismo e ferocia (ndr, la Punzo e la Scarpato lavoravano per la ditta che gestisce le strisce blu a Sant’Anastasia e quando sono state licenziate una di loro era in stato di gravidanza), con un piano che mirava, e così è stato, a sostituirle con loro amici, parenti e comparielli».

LA LETTERATURA. «Le pagine che Lello Abete ha scritto per Sant’Anastasia ci hanno fatto ripiombare nel Medioevo, anzi siamo in un romanzo horror e ormai da mesi stiamo smascherando puntualmente, con carte e documenti, chi ha scambiato il Comune per un centro ricreativo, un collocamento, un comitato di affari. È la dittatura dell’immobilismo, del clientelismo becero. Ho parlato con tante persone, alla maggior parte di loro sono stati promessi posti, poltrone, pensioni, qualcuno aspetta di vincere i concorsi indetti, c’è stata una persona che mi ha confessato addirittura di aver fatto candidare il figlio perché il sindaco gli aveva promesso che in una certa zona di Sant’Anastasia non avrebbe più fatto pagare le tasse. Stiamo assistendo ad una lotta senza esclusioni di colpi con gli strumenti del governo cittadino e intanto hanno perso il treno dei fondi pubblici, non hanno visione strategica, programmazione, passione. Dico, e non è una battuta, che molti di loro credono che quando si parla di fondi ci si riferisca a quelli di bicchiere o di caffè, magari di vino».

LA SFIDA. «Sono pronto a sfidare tutti i candidati sui fatti: questa amministrazione non è stata capace di intercettare un solo euro, perdendo anche quelli che avevamo ottenuto, con il lavoro di Armando Di Perna, per via Arco; anche i 100mila euro per via Marconi sono andati persi mentre vicino a noi, San Paolo Belsito ottiene 4 milioni di euro in fondi europei, San Giuseppe Vesuviano 18 milioni di euro in quattro anni con cui si è rimodernato il paese. Hanno speso i soldi dei cittadini per rimediare ai loro stessi errori, ricordate un’amministrazione si giudica dai fatti, da come amministra, dalle opere».

LA CLASSE DIGERENTE. «Questi signori che hanno amministrato Sant’Anastasia sono classe “digerente” non dirigente. Mangiano quando non dovrebbero, per sfamare anche la propria clientela, e digiunano a sproposito quando dovrebbero sedersi alla tavola dei fondi pubblici, quindi sono anche classe “digiunante”.

LA FAUNA. «In un convegno, qualche anno fa, qualcuno disse che per essere buoni amministratori non esiste lo schieramento giusto, ma una semplice differenza: esistono i capaci ed esistono i ciucci. Se poi i ciucci sono anche presuntuosi, siamo rovinati».

LE RIME. «Questo governo cittadino non agisce, non capisce e ci impoverisce. Dobbiamo agire in fretta e la parte più importante della nostra operazione verità è il programma, il nostro documento programmatico: il governo delle azioni giuste. Non è un libro dei sogni, ma un progetto straordinario che traccia la via dello sviluppo della nostra terra. Non è ideologico, anzi mira ad un unico ideale: la qualità della vita dei cittadini».

IL PATTO. «Stasera sancisco con i cittadini un patto d’azione e d’impegni: mai false promesse, abbiamo mille idee e per noi la parola e sacra».

LA SICUREZZA. «Se fossimo noi ad andare al governo, entro quest’estate ci sarà un impianto di videosorveglianza nei punti chiave della città, entro il 2020 lo avranno tutte le strade. Sapete, al Comune, c’è una stanza che ospita una stazione di controllo con una serie di monitor che dovevano servire a controllare quotidianamente Sant’Anastasia, dal 2013 non è più stata riaperta. Il nostro programma è ambizioso e così deve essere in un paese dove si susseguono rapine in casa, in auto, per strada. Un programma che servirà a scongiurare anche i reati ambientali partecipando ad un progetto con il quale accedere a finanziamenti che prevedono una compartecipazione comunale minima. Loro hanno partecipato al bando, ma hanno sbagliato la procedura perciò, a differenza di altri paesi, per Sant’Anastasia la quota è zero euro».

L’ASSETTO URBANO. «Che fine ha fatto il Puc? Ve lo dico io, chiedendo un confronto a Capuano, Esposito (Paolo, ndr) ed Abete, perché è proprio su questo che hanno fatto l’alleanza. Non è così? Ci spieghino allora quali sono i grandi temi politici che li accomunano, ma non possono dirlo perché noi ne abbiamo le prove e c’ è qualcuno che può testimoniare».

LA ZONA ROSSA E I NUOVI PIANI. «Sulle grandi battaglie che avevamo cominciato, non si è avuta la capacità né il coraggio di agire o di aggregare comunità locali. La collaborazione tra istituzioni per loro è scambiarsi favori e tenere rapporti per una pianificazione personale, familiare, affaristica. Ora c’è bisogno d’altro, di promuovere processi per il recupero del patrimonio esistente, di nuovi scenari di qualità paesaggistica nel rispetto dell’ambiente e con il minor consumo di suolo, della messa in sicurezza degli opifici, della riqualificazione paesaggistica, di progettualità per il turismo religioso, di edifici scolastici che nel piano territoriale di riassetto abbiano la priorità, di parcheggi, di strutture sportive».

I CONDONI. «Non è colpa dei cittadini se negli anni i comuni non hanno adottato strumenti adeguati e affrontato il problema. Su Puc e condoni si gioca la battaglia per il futuro di Sant’Anastasia: le attività produttive stanno andando via, il supermercato Piccolo per esempio sposterà a breve il suo business core con tutti gli uffici a Castello di Cisterna, ma è solo un esempio, accade a tante altre attività che l’amministrazione non è stato all’altezza di “accompagnare”».

LA TARI SARA’ ABBASSATA. «Nel 2019 la tassa sui rifiuti sarà ridotta, abbiamo fatto i conti e sappiamo che le ditte di spazzamento e raccolta non espletano servizi previsti per l’ammontare di centinaia di migliaia di euro, nel silenzio colpevole del Comune. Io sono un uomo che mantiene la parola, quella tassa sarà abbassata e riporteremo nelle scuole la passione per l’ambiente con i bambini come ecosentinelle».

NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO. «Basta con le politiche sociali fatte da bigliettini portati dai consiglieri negli uffici pretendendo di dire chi deve avere il contributo, e largo ai volontari, quelli veri. Nel nostro programma c’è un’anagrafe del disagio, coperta dal più totale riserbo».

 

SANT’ANASTASIA 4.0.  «Smart City, un grande progetto di digitalizzazione: non servirà più recarsi al Comune per chiedere un certificato, un documento, per interfacciarsi con gli uffici. Di contro, pur non essendo contro la grande distribuzione, ritengo vadano incrementati i centri commerciali naturali, per sostenere i nostri commercianti, per spingere i cittadini a spendere qui, nel loro e nostro paese».

 

LA LOTTA. «Sono qui per lottare insieme a donne ed uomini di valore contro un “mucchio selvaggio”, per far tornare la politica vera che si assume responsabilità, che studia soluzioni, che ragiona con cuore e testa, la competenza e non l’improvvisazione, i sentimenti e non i risentimenti, noi abbiamo un solo partito: si chiama Sant’Anastasia».