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Camorra, politica, clientelismo e corruzione: nella provincia a est di Napoli pare che non esistano

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L’area a est di Napoli comprende almeno nove comuni importanti, alcuni dei quali superano i 40mila abitanti fino a sfiorare i 70mila. Ma nonostante questa sia una zona molto popolata (mezzo milione di abitanti) e anche molto inquinata, dove c’è l’unico inceneritore di rifiuti della Campania e dove non si contano le discariche abusive oppure “legali”, il delicato quanto gigantesco problema dell’ecomafia ha partorito sostanzialmente un topolino: la condanna a 7 anni per disastro ambientale aggravato degli imprenditori acerrani dello smaltimento dei rifiuti Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, quest’ultimo ex maresciallo dei carabinieri del nucleo informativo di Napoli. Una condanna peraltro condonata. Già perchè i Pellini hanno fatto solo pochi mesi di galera. Ora sono liberi. Sono tornati a vivere nelle loro enormi ville di Acerra. Per quanto riguarda poi gli altri 28 imputati del processo che ha visto condannati soltanto i tre Re Mida dei rifiuti (222 milioni di patrimonio sequestrato ma ancora da confiscare), beh, questo è il risultato: sono stati tutti assolti o prescritti. Roba da far cadere le braccia al più consumato degli investigatori antimafia. Ma veniamo ai rapporti tra la pubblica amministrazione e la camorra. L’ultima inchiesta antimafia seria che va in questa direzione nel territorio tra Pomigliano e Nola risale a quasi quattro anni fa, al marzo 2015, quando fu arrestato l’assessore all’urbanistica del Comune di Nola, Gianpaolo De Angelis, accusato di rapporti societari con il clan Fabbrocino.  Sul fronte della corruzione “semplice” dobbiamo poi risalire a ben cinque anni fa: l’arresto, per tangenti nel settore dei rifiuti, di Carmine Esposito, all’epoca, era il 2013, sindaco di Sant’Anastasia. Prima e dopo, però, c’è stato praticamente il vuoto giudiziario. Decine sono state e sono le denunce che provengono dai vari comuni, Acerra, Pomigliano, Casalnuovo, Nola, Ottaviano, Marigliano, Somma Vesuviana, Brusciano, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia. Non succede mai nulla però. Nessun esito importante in procura, sviluppi di quelli che contano. Per cui la sensazione del cittadino comune è che siano state tutte cestinate quelle “maledette” denunce, che da queste parti sia inutile fare qualcosa per la legalità. In una terra i cui ci sono politici arrestati per camorra, sindaci figli di spacciatori di droga miracolosamente scampati ad agguati, sindaci segnalati dalla polizia per conclamati legami con i boss della camorra, non succede niente sul fronte antimafia. Per non parlare dei tanti assessori che maneggiano un giorno si e l’altro pure finanziamenti pubblici. Saranno tutti onesti ? Saranno tutti degli angioletti ? La risposta è si se stiamo alle indagini, o ai silenzi, della magistratura e delle forze dell’ordine.

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