Benzina e diesel continuano ad aumentare, anche dopo l’entrata in vigore del decreto Carburanti.
Dal primo agosto è entrato in vigore l’obbligo per i benzinai di esporre i costi medi regionali e nazionali di benzina e diesel all’ingresso delle stazioni di rifornimento. È una misura voluta dal governo Meloni con l’obiettivo di contrastare le speculazioni dei benzinai e, dunque, di garantire una maggiore trasparenza. Si tratta di un provvedimento annunciato già a gennaio, nel pieno delle polemiche per l’aumento del costo della benzina. Osservaprezzi carburanti, infatti, è il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che permette di consultare in tempo reale i prezzi dei carburanti praticati presso gli impianti di distribuzione situati nel territorio nazionale, come comunicati dagli esercenti.
Ma i dati ci raccontano altro, infatti, benzina e diesel sono in rialzo in queste settimane. Fegica (FEderazione Italiana Gestori Carburanti e Affini), una delle principali associazioni di categoria dei gestori di distributori di benzina, rivela che dall’inizio di agosto i prezzi del carburante sono aumentati, invece di diminuire: per il gasolio in media di 0,036 euro al litro sulla rete autostradale e di 0,041 su tutte le altre strade, per la benzina di 0,017 euro al litro su tutta la rete. Tutto questo avviene nel periodo dell’esodo estivo, una coincidenza? È chiaro, dunque, che la misura del Governo non sta dando i suoi frutti.
L’aumento dei prezzi, purtroppo, è la principale fonte di preoccupazione per gli italiani, in particolare per le fasce più basse, in quanto è una realtà che colpisce non solo il mercato dei carburanti ma tutti gli altri settori, compreso quello alimentare. Servono degli interventi rapidi per combattere il caro prezzi, ma degli interventi concreti con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita.



