La sentenza del giudice del Lavoro del tribunale di Nola è di quelle che pesano sia sotto il profilo sindacale che economico. Questo perché è stata annullata l’applicazione, risalente al 2013, del contratto “Aspat” per i 170 lavoratori, tra medici, tecnici e infermieri, dei centri diagnostici Medicina Futura di Acerra (110 addetti), Nola (40 addetti) e Napoli (20 addetti). Per dare il via all’applicazione del contratto Aspat, appena annullato dalla magistratura ma ritenuto peggiorativo dai sindacati, il gruppo Coleman cinque anni fa ha revocato unilateralmente il contratto nazionale precedentemente in vigore, quello Aiop, riconosciuto dai sindacati di categoria maggiormente rappresentativi di Cgil, Cisl e Uil. Intanto la conseguenza immediata di questa sentenza è che adesso il gruppo Coleman si ritrova col dover corrispondere ai 170 dipendenti dei suoi centri diagnostici circa un milione e mezzo di euro, che è il risultato della differenza retributiva tra l’applicazione del contratto Aiop, revocato ma poi ripristinato, e quella effettuata per quasi sei anni del contratto Aspat. Il giudice del lavoro di Nola è stato chiaro: l’applicazione del contratto Aspat è stata annullata perché non concordata con i sindacati maggiormente rappresentativi dei lavoratori. Il cuore della questione è che l’Aspat prevede l’aumento delle prestazioni, rispetto al contratto Aiop, da 36 a 40 ore settimanali ma a parità di salario e poi tagli sulle malattie e sul superminimo riassorbibile. La Cgil Funzione pubblica, con Ileana Remini e Lenina Castaldo, ha quindi subito fatto ricorso al tribunale di Nola, che si è infine espresso, dopo cinque anni. “La Cgil e la categoria FP Cgil della Campania – commentano intanto le organizzazioni sindacali – esprimono grande soddisfazione in merito alla sentenza con la quale il tribunale di Nola obbliga il centro Medicina Futura di Acerra al ripristino del contratto AIOP e all’applicazione retroattiva di tutti gli istituti contrattuali ad esso collegati. Con questa sentenza finalmente si fa giustizia. Che sia un monito per tutte le aziende della sanità privata. A Medicina Futura chiediamo di rispettare immediatamente la decisione della magistratura e quella che a novembre ha disposto il reintegro del nostro rappresentante sindacale aziendale, Carlo Del Vasto, licenziato anche per aver difeso il suo diritto al contratto nazionale”. Ufficialmente Del Vasto era stato licenziato, in base alle accuse dei dirigenti del centro diagnostico di Acerra, per non aver interpellato prima l’azienda circa un guasto tecnico che si era verificato nella radioterapia. Ma il giudice anche in questo caso ha dato ragione alla Cgil dichiarando illegittimo il licenziamento e reintegrando nel posto di lavoro Del Vasto. Sentenza che però non è stata totalmente applicata dal gruppo Coleman, che preferisce tenere Del Vasto a casa anche se regolarmente pagato ogni mese. Restano però i problemi di fondo: i 170 addetti di Medicina Futura non hanno ancora percepito le tredicesime di dicembre.



