Provengono da un rione molto a rischio, uno dei tanti “laboratori” della criminalità creati nel dopo terremoto, i 7 tra giovani e giovanissimi rapinatori arrestati ieri dai carabinieri di Castello di Cisterna. Il posto da cui proviene il gruppo appena finito in manette si chiama “rione della Bussola” ed è un postaccio di case ormai in pezzi che si trova al confine tra il quartiere napoletano di San Pietro a Patierno e la frazione di Arpino di Casoria. Alcune traverse di questo luogo portano al tracciato della storica via nazionale delle Puglie, dove erano dislocati gli obiettivi dei baby rapinatori. Si tratta di quattro ragazzi, tre diciottenni e un ventunenne, e di altri tre complici minorenni finiti, i maggiorenni, nel carcere Poggioreale, e i minorenni nel reclusorio dei Colli Aminei. In base alle accuse hanno messo a segno almeno 17 rapine nei soli mesi di ottobre e novembre ai danni di 32 persone, molte delle quali ragazzi o ragazzini come loro. Alcune di queste rapine sono state commesse nei pressi delle stazioni della circumvesusuviana di Talona, tra Casalnuovo e Pomigliano, di Pratola Ponte, a Pomigliano, nel “parco delle acque”, sempre a Pomigliano, in via Passariello, ancora a Pomigliano, nella vicina Castello di Cisterna e nei pressi della stazione circum di Brusciano.



