Stamane manifestazione degli ex operai davanti alla Rai di Fuorigrotta. Barbati: “Manifesteremo contro chi ci sta massacrando”.
“Siamo tre porcellin, Renzi, Boschi e Salvin: mai nessun ci toccherà pecchè tenimm l’immunità…”. Si sono vestiti da pagliacci cantando dal megafono questo ritornello tra il comico e lo sferzante, per tutta la mattinata. Obiettivo: ribadire che quella loro è stata solo una normale satira ma che proprio per questo motivo sono stati licenziati. Stamane, dunque, i cinque operai estromessi dalla Fiat di Pomigliano per aver inscenato nel giugno del 2014 il “suicidio” di un fantoccio raffigurante Marchionne hanno manifestato insieme ai movimenti napoletani davanti alla sede Rai di via Marconi, a Fuorigrotta. E questa sera Mimmo Mignano, Marco Cusano, Roberto Fabbricatore, Massimo Napolitano e Antonio Montella saranno a piazza Municipio insieme ai militanti della sinistra metropolitana per manifestare a favore di quello che loro definiscono “il diritto alla libera opinione e alla giustizia sociale”. Un momento, questo, che coinciderà con l’arrivo del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, atteso proprio da quelle parti alla prima di uno spettacolo musicale organizzato al San Carlo, teatro che è ubicato a poche centinaia di metri dal luogo della manifestazione operaia e antagonista. Intanto l’area è già blindata. Polizia e carabinieri in assetto anti sommossa si stanno posizionando lungo il perimetro in cui dovrà muoversi il premier. La tensione è altissima. Non si sa cosa potrà succedere.
L’unica cosa al momento certa è che il 20 settembre i licenziati Fiat manifesteranno in corteo da piazza Garibaldi e fino al centro di Napoli. In quella data la corte d’Appello di Napoli deciderà sulla vicenda che ha portato al licenziamento dei cinque ex operai. Nel frattempo Il prossimo 16 settembre artisti e intellettuali di livello nazionale, tra i quali Erri De Luca e Moni Ovadia, si riuniranno al Maschio Angioino per sostenere la lotta di Mignano e compagni. “Non so che cosa potrà succedere stasera – risponde Antonio Barbati, del collettivo 48 ohm – la nostra intenzione è semplicemente quella di manifestare contro l’arrivo del primo ministro di un governo che sta falcidiando questa regione e sta massacrando i lavoratori attraverso una strategia tracciata dagli affaristi e padroni della Campania e del Mezzogiorno”.



