La replica del gruppo alla denuncia delle organizzazioni di categoria.
Tensione alta e nervi alle stelle nella vertenza Almaviva, i due call center di Roma e di Napoli che rischiano di chiudere entro il 18 dicembre, data di scadenza della procedura di licenziamento per tutti i 2511 addetti (845 quelli di Napoli ). I sindacati campani sabato scorso hanno infatti denunciato Almaviva alla direzione territoriale del Lavoro e al governo accusandola di aver usato in modo scorretto ammortizzatori sociali finanziati dallo Stato. Ieri però l’azienda ha replicato altrettanto duramente scrivendo in un comunicato di non aver usato finora gli ammortizzatori sociali ed annunciando querele nei riguardi dei sindacalisti napoletani. Insomma, è guerra aperta alla vigilia dell’apertura del confronto su questa difficile vertenza. Confronto fissato a dopodomani, mercoledi, alle 15, al ministero dello Sviluppo Economico. La trattativa sarà preceduta oggi, alle 13 e 30, dall’incontro con le maestranze di Almaviva Napoli e le organizzazioni di categoria organizzato a palazzo Santa Lucia, presso la presidenza della giunta regionale, dall’assessore al Lavoro Sonia Palmeri. Ma la tensione resta alta. “La società Almaviva Contact – si legge in un comunicato dell’azienda – respinge con assoluta nettezza le insinuazioni diffamatorie sulla propria condotta contenute nelle affermazioni di esponenti sindacali di Napoli riportate su Il Mattino di oggi (ieri ndr), frutto di un maldestro tentativo di deformare la realtà”. La società romana specifica di “aver operato e di operare
in ottemperanza alle norme di legge in vigore, rispettando fedelmente l’accordo in essere”. Si tratta dell’accordo del 31 maggio con cui 2988 licenziamenti sono stati evitati attraverso l’introduzione dei contratti di solidarietà di tipo difensivo. A questo proposito però Almaviva sostiene di “aver sostanzialmente azzerato a partire dal mese di agosto tutte le commesse lavorate a Napoli” e che “ancora oggi per il centro di Napoli non sono attivi gli ammortizzatori su tali commesse”. Nel frattempo in base alle nuove pianificazioni risalenti a fine settembre, che prevedono una riduzione dei volumi produttivi, “sono state previste azioni di riduzione della capacità produttiva sia sul sito di Napoli che sul sito di Catania, fornendo le conseguenti comunicazioni sul sito di Napoli, con le tempistiche definite nell’accordo di solidarietà in essere. Ciò comporterà di nuovo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali nella seconda metà di ottobre su Napoli e contestualmente una analoga, se non superiore, riduzione dell’organico su Catania”. Almaviva sostiene che sono state piuttosto le organizzazioni sindacali a venire meno agli accordi e che non è possibile che queste stesse organizzazioni “ritengano di poter salvaguardare le persone lanciando accuse false ed infondate”. ” Testimoniano ancora una volta – conclude l’azienda – ostinata irresponsabilità e preoccupante inadeguatezza per cui la società si riserva la necessaria valutazione sul contenuto diffamatorio delle affermazioni citate e ogni iniziativa di tutela nelle sedi competenti”.



