Alenia e Atitech: “Cessione di Capodichino indolore”. Ma i lavoratori non ci credono.

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Ieri c’è stato il primo confronto ministeriale sull’ avvio del passaggio alla società di Lettieri. I sindacati hanno fatto effettuare quattro ore di sciopero nell’ impianto. Ma la Fiom ha dato il via alle astensioni anche a Nola e a Pomigliano.   

 Ieri sera Ciro Favicchia, direttore generale di Atitech, e Guido Mulè, capo del personale di AleniaAermacchi, ce l’hanno messa tutta per convincere i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori che non è il preludio di uno smantellamento e che non sarà dolorosa la cessione dell’Alenia di Capodichino all’Atitech di Gianni Lettieri, cessione da tempo benedetta da Matteo Renzi in persona.

Il tentativo di persuasione si è consumato in una sala del ministero per lo sviluppo economico, a Roma, dove all’esterno erano piazzati in presidio i lavoratori provenienti dall’impianto napoletano.  Qui per consentire la manifestazione romana Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato quattro ore di sciopero. Ieri  però i metalmeccanici della Cgil sono voluti andare oltre. Hanno dato il via a un’ora di sciopero per turno nelle due grandi fabbriche dell’Alenia di Pomigliano e Di Nola.

“A Pomigliano e a Nola – racconta Vincenzo Argentato, segretario provinciale della Fiom – ha scioperato il 50 per cento dei lavoratori: ormai hanno capito che vogliono smantellare non solo Capodichino ma tutto il comparto meridionale di Alenia”. Argentato riferisce anche che “durante la riunione al ministero i sindacati hanno espresso il no unanime alla cessione ad Atitech”. No appoggiato pure da un sindacato ritenuto tradizionalmente aziendalista come la Fismic. “Non siamo d’accordo al trasferimento dei lavoratori nella nuova società di Capodichino”, la posizione di Luigi Mercogliano, segretario del sindacato autonomo firmatario di contratto, organizzazione particolarmente forte nell’area di Pomigliano e di Nola.

A ogni modo circa la cessione la Fim è cauta. “Bisogna acquisire maggiori certezze e contenuti – afferma Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim Campania – e costruire un sistema di garanzie chiaro”. Fim Cisl dunque possibilista sull’ipotesi di un accordo che blindi l’occupazione. Ecco quali sono i vari punti indigesti ai lavoratori che stanno protestando e al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.  La cessione di Capodichino ad Atitech, che Finmeccanica vuole completare entro il 30 giugno, farà trasferire da Napoli a Torino la produzione della fusoliera del velivolo da trasporto militare di Alenia, il C 27 J.

Napoli dovrà dire  addio anche al campo volo, sul cui mantenimento si contava nella prospettiva di portare a Pomigliano e a Nola la produzione della fusoliera e di altri componenti del nuovo velivolo regionale, il Turboprop, erede dell’Atr. Ma a questo punto non si sa neppure se il nuovo velivolo rientri o meno negli obiettivi del nuovo ad di Finmeccanica, il renzianissimo Mauro Moretti. Le  altre critiche puntano poi sugli assetti societari. La newco che dovrà gestire i 178 dipendenti attualmente impegnati in Alenia Capodichino sarà guidata da una srl, quindi non da una spa. Srl per la quale è stato annunciato un aumento di capitale da 10mila a 500mila euro, cifra ritenuta dai contestatori “cosa ridicola”.

Perplessità inoltre sulle  partecipazioni nella newco: troppo il 75 per cento nelle mani di Lettieri e troppo poco il 25 per cento affidato a Finmeccanica. Dulcis in fundo: i contratti promessi nel piano industriale. Contratti che costituiscono il propellente di tutta l’operazione. Ammontano  a una decina e puntano su altrettante compagnie di volo regionali, soprattutto del Medio Oriente. Aziende che fanno capo a Ethiad. Il problema è che però questi contratti non sono stati ancora firmati, cosa che per il momento fa restare solo sulla carta lo sbandierato polo delle revisioni e delle manutenzioni aeronautiche.

“Ma un’ennesima nostra perplessità – conclude Argentato – è che attualmente una parte dei dipendenti dello stabilimento Atitech versa in cassa integrazione ”. Comunque ieri sera a Roma cè stato solo il primo round.  Il confronto con Favicchia e Mulè proseguirà infatti il prossimo 5 maggio. Intanto il conto alla rovescia della cessione  è iniziato. E non si sa se sarà possibile fermarlo.