A nulla sono valse le parole del vescovo di Acerra, che aveva parlato di mattanza del territorio nella scelta di ubicare qui gli scarti da trattare con gli impianti
Gli appelli degli ambientalisti, Alessandro Cannavacciuolo in testa, e del vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, sono rimasti inascoltati. La Regione alla fine ha rilasciato l’autorizzazione alla riapertura del depuratore ex Indesit ubicato nel bosco di Calabricito. La struttura sarà riconvertita per ospitare un’attività di depurazione dei rifiuti liquidi industriali. E’ stata un’azienda di Pomigliano ad ottenere il via libera. Potrà smaltire nella vasca di depurazione di Acerra anche fanghi chimici. Dunque, nell’agro acerrano sta per arrivare un altro impianto per il trattamento dei rifiuti. Intanto dietro l’angolo c’è, inevitabile, l’ennesimo braccio di ferro con gli ecologisti e con tutti quelli che nel territorio si battono contro l’ampliamento del grande polo dei rifiuti di Acerra. L’autorizzazione per la riapertura del depuratore ubicato nell’area ex Indesit ricade a pochi metri da una zona di pregio paesaggistico e culturale, il bosco di Calabricito, zona di interesse storico, archeologico e naturalistico. Ma l’obiettivo è di smaltire proprio qui rifiuti liquidi speciali, anche industriali. La richiesta di autorizzazione era stata presentata da una società di Pomigliano che si occupa di trasporto stradale delle merci. Il progetto è stato valutato dalla conferenza dei servizi organizzata nel dipartimento ecologia della Regione Campania, dove si sono battuti per il no gli unici ambientalisti presenti, i Volontari Antiroghi di Acerra, rappresentati da Alessandro Cannavacciuolo. Il depuratore che la società di Pomigliano potrà riattivare fu realizzato e autorizzato per smaltire le acque reflue delle fabbriche dislocate accanto, al confine con il Casertano, con il comune di Cancello. Poi, con il progressivo smantellamento industriale, l’intero complesso produttivo fu acquistato da un gruppo immobiliare che lo frazionò e lo vendette a pezzetti. Uno di questi “pezzetti” è appunto il depuratore, finito nella proprietà dell’azienda di trasporti pomiglianese che ora potrà smaltire e stoccare 50 tonnellate al giorno di rifiuti liquidi speciali. Questo progetto si aggiunge a un altro piano di smaltimento: la centrale a biometano, gas per carburanti da autotrazione prodotti dalla fermentazione di oltre 80mila tonnellate all’anno di rifiuti organici. L’impianto è stato individuato in un’altra zona, nell’area ASI, a poca distanza dall’inceneritore.



