Dal 24 al 26 agosto è andato in scena, a Lauro, l’evento “Lumina in castro”, una rievocazione storica che la passione degli attori, la sapiente regia degli organizzatori e il fascino del Castello e dei luoghi della città fanno diventare, ogni anno, una manifestazione culturale “totale”. Il tempo e lo spazio si aprono a un incontro reale tra passato e presente e tutti, i Lauretani e gli ospiti arrivati anche quest’anno in gran numero avvertono la magia delle tradizioni che continuano a vivere, luminose e intatte, nelle consapevoli forme dell’oggi.
Il corteo storico che ha aperto “Lumina in castro” ha contribuito a creare, ancora una volta, la magia che rivela, all’improvviso, la storia di un luogo, e consente all’osservatore attento di percepire il disegno delle case e delle strade, il gioco fantastico delle luci, i moti e le voci della gente in una prospettiva nuova, straniante da un lato, coinvolgente dall’altro. All’improvviso “senti” che sei non spettatore di una manifestazione, ma attore dell’evento.È la realizzazione piena di quell’idea di “teatro totale” che fin dal primo momento ha ispirato il progetto degli organizzatori e dei registi.Voglio sottolineare l’importanza di questa idea, che consente a “Lumina in castro” di configurarsi come rievocazione storica autentica, sostenuta e illustrata da un fantastico processo di immedesimazione collettiva: tutti i cittadini di Lauro avvertono, nella sensazione del tempo sospeso e dello spazio che si apre, la suggestione dell’identità civica, delle radici vitali che escono dalla tenebra dei secoli, del passato che dà colori e forme al presente. Ho visto, altrove, rievocazioni storiche che scadevano in rozze carnevalate: a Lauro questo incontro tra passato e presente avviene nel segno dello stile e secondo la musica delle emozioni, perché il sentimento della storia dei luoghi è in tutti un sentimento vivo, e l’evento viene “raccontato” con raffinata sensibilità.
Per rendersene conto, bastava osservare la consapevolezza scenica con cui si muovevano i giovani attori del “Demiurgo” che nel secondo cortile del Castello e nelle stanze interne“suggerivano” agli spettatori la memoria dei Normanni e dei Longobardi, protagonisti della storia di Lauro: non era solo una sfilata di abiti più o meno storici: è stata, prima di tutto, una “interpretazione”, fatta di gesti, di sguardi, di voci, guidata dalla sapiente regia di Francesco Antonio Nappi, “colorata” dal fascino dei nomi, così intenso che gli attori, Valerio Lombardi, Marco Serra e Daniele Serra – ne cito solo tre, ma andrebbero citati tutti – si muovevano con la dignità austera con cui si sarebbero mosse le “figure” medioevali che essi incarnavano, Gisulfo, Guaimaro, Turgisio, tra i passi delle danze storiche disegnati dal gruppo “Eterea” sotto la direzione di Filomena Mazzocca.
Di notevole interesse sono risultate anche le scene messe su, nel primo cortile del Castello, dai “Tamburini Castel Lauri”- timpani e rullante con tromba su melodie medievali e sul tema della “schiarazulamarazula” -, dalla “Compagnia d’arme la Rosa e la Spada” – duelli e mosse di combattimento -, da “Giullar Giocoso e Dama della Luna” – giochi di ogni tipo, con le rime e anche con il fuoco – e, infine, da Francesco Rivieccio e da Cinzia Annunziata, con una pièce teatrale dal titolo “Nel senno di Angelica”. Protagonista assoluto è stato ancora una volta il Castello dei Lancellotti , “il luogo” che con la sua forma e la sua struttura rappresenta il senso profondo della storia della città, fa da cardine, metaforico e reale, al sistema urbano, conserva i segni e i documenti della tradizione, dei fasti, dello splendore, spiega e giustifica, con le memorie del passato, anche l’esposizione dei prodotti dell’artigianato locale, che si sviluppava lungo la salita di accesso al Castello, anche i banchi dell’enogastronomia, allestiti nella corte interna da docenti e alunni dell’IPSSEOA di Marzano. In questa splendida corte si celebrava uno “spumeggiante” connubio tra le armonie ricamate dal “Centro artistico musicale Giacomo Puccini”, le immagini della mostra fotografica organizzata dalla Pro Loco “Nova Lauro” e i profumi e i sapori del cibo e della birra artigianale “Birreria Pellecchia”.
Questo evento è stato un concerto di proposte e di inviti alla riflessione. Nessun aspetto del patrimonio culturale è stato trascurato: la “Pro Lauro”, il suo presidente Pasquale Colucci, e Giacomo Corbisiero, Antonio Ferraro e Guido Barra Parisi hanno curato ogni particolare, e hanno fatto in modo che ogni particolare diventasse un dettaglio, capace di rappresentare concretamente il valore dell’insieme per le migliaia di visitatori, provenienti dalla Campania, dal Lazio, dalla Calabria e dalla Basilicata, e accompagnati, con elegante sapienza, dalle guide. La pubblicità è stata curata da Mariassunta Barra Parisi e da Francesco Caliendo.
Ringrazio la mia guida personale, Vittoria Criscione, che è ormai tutta lauretana, e sente, e trasmette i valori di questa città con l’intensa sensibilità di chi si diletta nello svelare a chi lauretano non è le meraviglie dei luoghi, delle persone, delle scene.





