Un uomo, stanco di una “politica assente”, ha consegnato la sua tessera elettorale nelle mani del sindaco Guadagno.
Avevamo già scritto un articolo sulle “proteste” di L. M. quando, in una torrida giornata d’agosto di due anni fa, s’incatenò davanti alla casa comunale per protestare nei confronti della “politica” che a suo dire non aveva “recepito” le sue difficoltà e non l’aveva aiutato.
In questi due anni L. M. ha alternato silenzi e proteste sia per una questione di “energia”, sia perché nel frattempo ha trovato qualche lavoretto saltuario che gli ha consentito di tirare avanti. Nell’occasione delle elezioni, questa volta, la protesta è stata singolare. In data 21 maggio ha protocollato una lettera-denuncia al comune di Volla, indirizzata al Borgomastro, al suo vice, ai capigruppo della maggioranza e della minoranza e al comandante dei carabinieri.
In essa egli sostiene di essere stato “apostrofato” (gesto del dito medio alzato, ndr) da un funzionario delle politiche sociali del comune di Volla e che la segnalazione del fatto sia stata ignorata dalle istituzioni. Inoltre, nella missiva egli denuncia il fatto che i politici hanno “messo a lavorare decine di persone nei cantieri che stanno costruendo le case o nelle nuove strutture che hanno realizzato”.
Poi, continua: “Il mio disprezzo va diviso in parti uguali con la minoranza che è colpevole alla vostra stessa maniera. Non è questione di Destra o Sinistra, questa è solo apparenza perché in fondo siete tutti uguali. La differenza la fanno i sentimenti e voi non ne avete, se uno non vi conoscesse non farebbe differenza e non riuscirebbe a capire chi è di sinistra e chi è di destra. Sembrate gli avvoltoi che si buttano sulla preda, vi scannate per avere gli incarichi, facendo capire alla gente che litigate per chi fa meglio. Vergognatevi!”.
Infine, come allegato alla lettera (protocollo n 0008926 del 21-05-2014) ha consegnato la sua tessera elettorale: “Datela a qualcun altro che vi vota”. Ecco, questo può essere considerato un “altro modo” per esprimere il proprio “consenso” al partito che governa un paese.



