Tanti gli argomenti discussi dagli attivisti pentastellati che si sono incontrati per un “Meetup” dell’area vesuviana.
Mercoledì 4 settembre 2013, alle ore 19.00, i ragazzi del Movimento 5 Stelle si sono riuniti per un «Meetup» dell’area vesuviana nella "piazza che non c’è" del parco Vesuvio a Volla. In realtà la "piazza" c’è, ed è anche una delle poche esistenti a Volla.
Trattasi di un’area aperta, incolta e degradata, di forma quadrangolare ai cui lati si affacciano i balconi e le finestre di palazzi costruiti intorno agli anni ’80, che costituiscono una parte del "Parco Vesuvio". L’area è divisa in quattro settori delimitati da strani gradini, attraversati da sentieri regolari pavimentati (si fa per dire) che si uniscono formando l’agorà centrale. In questi quattro settori resistono ancora alcuni pini, «decapitati» di recente, che rappresentano "il polmone verde del parco".
In questa "location" si è svolto il Meetup itinerante del Movimento 5 durante il quale sono stati trattati argomenti di notevole interesse pubblico, come ad esempio la mancata adesione, fino ad oggi e nonostante le sollecitazioni, da parte del comune di Volla al "Patto per la terra dei Fuochi" stabilito tra diversi enti tra cui provincia e regione, per contrastare il fenomeno degli sversamenti nocivi abusivi ed illegali sul territorio.
All’ufficio protocollo del comune di Volla gli attivisti Pentastellati hanno presentato la richiesta di accesso agli atti del bilancio pubblico comunale di prossima discussione in consiglio comunale, per conoscere il documento politico-programamtico dell’amministrazione da cui dipende la maggior parte del prossimo futuro vollese. Giuseppe Capurso del M5S di San Giorgio a Cremano, nel suo intervento ha sottolineato il deficit dell’azienda che gestisce le nostre risorse idriche, la GORI, frutto di una conduzione incapace e clientelare, che è di qualche centinaio di milioni di euro e che la stessa azienda è stata "salvata" dalla regione Campania con una «donazione» per evitare il fallimento.
Poi, ha comunicato che il "Protocollo d’intesa per l’acqua pubblica" siglato da alcune amministrazioni campane, con Roccapiemonte (SA) comune capofila, il giorno 8 luglio 2013 per "permettere alle Comunità di riappropriarsi della pubblica gestione del “bene comune acqua”, bene naturale fondamentale ed indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi" non ha visto l’adesione del Comune di Volla e di altri comuni i cui sindaci avevano dichiarato di essere favorevoli all’acqua pubblica (LEGGI).
Tina Formisano, di Barra, ha informato gli intervenuti sull’iniziativa del movimento nei riguardi del «Consorzio di Bonifica delle Paludi di Napoli e Volla». Il Consorzio è un "Ente di Diritto Pubblico". Esteso per circa 10.833 ettari, esso comprende alcuni comuni della provincia di Napoli (Casalnuovo, Casoria, Cercola, Massa di Somma, Napoli, Pollena Trocchia, Pomigliano D’Arco, S. Anastasia, S. Giorgio a Cremano, S. Sebastiano al Vesuvio, Volla) e svolge attività di «difesa idraulica e tutela ambientale attraverso la regimazione, per mezzo delle proprie opere di bonifica (canali, vasche ed impianti di bonifica) delle acque piovane e sorgive» secondo quanto previsto dalla normativa nazionale (Regio Decreto n. 215 del 1933) e regionale (L.R.C. 4 del 25-02-2003).
Le «spese» sostenute dal Consorzio per la manutenzione e la gestione delle opere pubbliche di bonifica sono ripartite tra i cittadini proprietari degli immobili che ricadono nella suddetta area, attraverso un tributo obbligatorio. Difesa Idraulica? Tutela Ambientale? Regimazione? Manutenzione? Gestione? Carneade! Chi sono costoro? Che fanno per il territorio? Ma qualcuno ha mai controllato? Anche se la tassa da pagare è arrivata puntuale nelle case di tutti i cittadini, forse pochi hanno letto i fogli che l’accompagnavano. In uno di questi si legge che per domenica 27 ottobre 2013 presso la sede del consorzio in Napoli al Centro Direzionale, isola F2 (dalle 08.00 alle 20.30) è convocata l’assemblea dei Consorziati per eleggere il Consiglio dei Delegati. Le liste dei candidati devono essere presentate entro le ore 12.00 del giorno 2 ottobre 2013 al consorzio.
Hanno diritto al voto i componenti dell’assemblea che godano dei diritti civili e che siano in regola con il pagamento dei contributi. In altre parole, tutti i cittadini che hanno pagato il tributo hanno diritto di voto e potrebbero candidarsi e farsi eleggere nel Consiglio Direttivo. Chissà cosa accadrebbe se tutti i cittadini andassero a votare. Chissà come farebbero a gestire l’affluenza? Ovviamente, quelli del consorzio, forse, confidano di far passare inosservata la cosa. E, quindi, ecco l’idea del gruppo. Presentare una lista del Movimento, farsi eleggere, entrare nel "Caveau" del consorzio e controllare chi entra, chi esce e chi fa i prelievi.
Sarebbe una buona cosa questa, soprattutto se il gruppo dovesse concorrere all’abolizione di un tributo che serve a mantenere un ente che, probabilmente, fa parte di quel firmamento di Enti Inutili Italiani.

