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Volla. Angelo Guadagno si dimette dalla carica di primo cittadino

Le dimissioni sono scattate dopo che quattro consiglieri, ormai indipendenti, non hanno approvano provvedimenti propedeutici all’efficacia dell’impianto generale del bilancio.

E’ ufficiale: stamattina intorno alle ore 9,25, il sindaco del centro-sinistra Angelo Guadagno, in carica da maggio del 2012, si è dimesso.

Sereno, disponibile e abbastanza tranquillo si è concesso stamattina in conferenza stampa, dove ha voluto mandare messaggi chiari al suo elettorato e alla sua amministrazione che dichiara averlo “tradito” ieri durante il consiglio comunale. “Questo atto di coraggio che faccio stamattina è prima di tutto nel rispetto del mio elettorato – inizia a dichiarare Guadagno – Vuole significare che non sono legato alla poltrona. Dico questo perché i consiglieri che ieri hanno tradito il proprio sindaco, tendendogli un “agguato politico”, per rispetto e nei confronti della città avrebbero dovuto dimettersi loro prima”.

Sempre composto, ma con leggibile delusione ed amarezza il sindaco ha continuato: “Aspetto delle motivazioni di tipo politico. Motivazioni e giustificazioni di tipo politico devono darle soprattutto alla cittadinanza. Questi consiglieri che sono intervenuti in modo spietato, ieri al consiglio comunale, per votare contro al sindaco, per mandarlo a casa, avevano le idee ben chiare! Hanno deluso le attese della città. Hanno avuto il coraggio di votare contro il piano triennale delle opere pubbliche, gli stessi consiglieri che nel corso della realizzazione del bilancio lamentavano strade e marciapiedi disastrati, pubblica illuminazione e scuole che non funzionavano, ma all’atto pratico hanno anteposto probabilmente le loro ambizioni personali”.

Poi il borgomastro ha fatto un elenco di tutte le opere inserite in questo piano di investimenti, che ha come data l’8 gennaio, sottolineando “un’incapacità e una mancanza di volontà da parte dei consiglieri di guardarlo ed apportare eventuali modifiche e confronti”. L’ormai primo ex cittadino ha dichiarato di aver convocato per l’ultima volta i consiglieri indipendenti lunedì sera, rendendosi disponibile alla ridistribuzione delle deleghe, e ha sottolineato di essere andato addirittura oltre, chiedendo loro di nominargli un assessore di proprio riferimento.

Guadagno depone che gli avevano detto che l’indomani mattina gli avrebbero risposto, ma che non li ha più rivisti se non nel primo pomeriggio durante la seduta del consiglio; ha inoltre confessato confessato che alla dottoressa Bonocore ed all’ingegnere Petrone erano stati offerti dall’inizio dell’amministrazione gli incarichi da assessori, e che erano stati loro stessi a rifiutarli in tempi non sospetti. Il borgomastro ha ammesso che non era facile per lui togliere ad assessori che avevano avuto un buon operato la delega in loro possesso. Ma che per il bene del paese riteneva a questo punto cosa inevitabile. Ha poi spiegato di aver ritirato il provvedimento e sospeso il consiglio comunale per evitare di fare andare le sorti del bilancio sotto il potere del commissario prefettizio.

Con tono orgoglioso, ha reso atto al sostegno avuto da sempre dal partito democratico ed ha evidenziato più volte tutte le opere che di lì a breve avrebbero dovuto decollare, e su questi punti, lui stesso ha sottolineato una sua disponibilità, a confrontarsi nei successivi giorni, con tutte le forze politiche all’interno del consiglio comunale, rimarcando il concetto per lui fondamentale, principale ed esclusivo, che è il bene e il futuro del suo paese. “Molto probabilmente sono io ad aver sbagliato a sceglierle nella mia squadra – confessa Guadagno – Sono ferito perché le persone alle quali avevo dato la mia fiducia, sono state le mie carnefici, ma non lo immaginavo, non avrei potuto saperlo”.

Ha aggiunto di essere stato vittima delle stesse persone e dello stesso “agguato politico” che aveva ricevuto l’assessore Simona Mauriello, qualche tempo prima, rimarcando: “Non sono il difensore della Mauriello, la Mauriello avrebbe posato la delega alle politiche sociali”. Angelo Guadagno, nelle varie dichiarazioni ha anche affermato che non si arrenderà così facilmente e che non sarà facile liberarsi di lui, e che visto che le cose andavano bene fino a prima che Volla diventasse comune capofila, suppone di essere un "sindaco scomodo", rimarcando il suo slogan di campagna elettorale “Il coraggio di essere liberi”.

Uno sfogo quasi di confidenza quello tra Guadagno e i giornalisti di varie testate. Non si capisce bene dai suoi racconti il perché di questo astio e di questo rifiuto, che sembra assurdo e indirizzato alla persona. Non ci resta che attendere la data del prossimo consiglio, fissato per il 27 e 28 ottobre.

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