Inaugurata all’incirca un anno fa, la villa comunale Tortora Braida, luogo che dovrebbe aggregare tutti i cittadini, ad oggi, dopo un attento tour esplorativo, a causa di diversi ostacoli, si presenta inaccessibile a chi è in carrozzina.[VIDEO]
Riaperta al pubblico l’anno scorso dall’ex giunta comunale targata Carmine Esposito, la villa Tortora Braida, polmone verde e patrimonio inestimabile per le sue alberature, rappresenta una vera perla del territorio anastasiano.
Rispetto alle precedenti inaugurazioni, una su tutte quella dell’ex Sindaco Carmine Pone, la vera novità di questa riapertura si è fondata su una serie di opere architettoniche che hanno riguardato una parte del parco e di tutta la zona che in passato era occupata dal mercato dei fiori.
Ma al di la di quelle che possono essere le bellezze progettuali e paesaggistiche della villa comunale, c’è un aspetto ben più importante che è emerso da quando il parco pubblico ha spalancato per l’ennesima volta i suoi cancelli. Stiamo parlando di quella triste e diffusa superficialità tutta italiana che offre ai propri cittadini delle strutture che ignorano le particolari esigenze di chi vive con delle abilità diverse.
Come è ben visibile dai due video allegati, sia per quanto riguarda l’accesso alla villa dal lato Via Alcide De Gasperi (parco Boschetto), che per la passerella sormontata dal grande arco, emergono dei gravi problemi di praticabilità e accessibilità.
Le ragioni per le quali sia stato inaugurato un parco pubblico dove sono evidenti le barriere architettoniche ancor presenti, ci appaiono alquanto incomprensibili. Seppur sforzandoci, non ci pare logico che, per inserire alla voce “opere concluse durante il proprio mandato amministrativo”, si sia tagliato il nastro ad un luogo che per come si presenta oggi, offre diversi spunti discriminatori.
Nel video numero uno, infatti, si può chiaramente notare come l’ingresso sia impraticabile da un utente in carrozzina o da chi ha semplicemente dei problemi deambulatori. Il terreno dissestato, unito alla pendenza della salita e la sua composizione terrosa, sono un’insidia pericolosissima per un diversamente abile che, anche accompagnato, avrebbe difficoltà d’accesso.
Dalle immagini del secondo filmato, invece, è palese la disattenzione di chi o coloro che hanno progettato la passerella, che consente sì l’accesso dal versante principale del parco, ma che in assenza di una rampa, non ne permette la discesa a fine percorso. In sostanza, se un disabile volesse entrare da un lato, può comodamente farlo, ma se avesse intenzione di uscire dall’altro, no! E se per caso gli venisse in testa di attraversare la passerella partendo dalla piazza dove è ubicato il ristorante Donna Giulia, può pure scordarselo, perchè come è già stato scritto, manca una rampa d’accesso che faccia superare i due gradini (si possono vedere nel video). Insomma, è tutto paradossale.
L’amministrazione Esposito, come ben sappiamo, per vicissitudini giudiziarie, si è conclusa prima del suo naturale ciclo. Per questa ragione, al momento, l’unica speranza va riversata sulla nuova giunta guidata dal neo Sindaco Lello Abete. Ed è proprio al primo cittadino, nel caso gli capitasse di leggere questo articolo, che rivolgo il mio invito a porre rimedio, quanto prima, a tutte le gravi carenze descritte. E che possa, nel corso del suo mandato, rendere migliore la vita sociale di chi vive una qualsiasi forma di disabilità.
È prioritario che Sant’Anastasia, così come ha fatto il Comune di Pomigliano d’Arco in sinergia con alcune associazioni di settore, adegui progettualmente e mentalmente il paese ad una visione solidale e collettiva, dove le leggi a supporto dei disabili siano finalmente applicate. Offrire l’accesso alle ricchezze e alle potenzialità della propria comunità ai diversamente abili, dovrebbe essere una priorità assoluta nella missione amministrativa che si vuole portare avanti. In questa vita, nessuno dovrebbe sentirsi escluso. Abbandonato. Mai.
(>Fonte foto: Rete internet)





