Mobilitazioni e polemiche per la giornata di domani, che vedrà scendere in piazza i cittadini contro la società che sta erogando bollette pazze in tanti comuni del Napoletano e del Salernitano.
Tutto pronto per il No Gory Day, la mattinata di mobilitazione che domani, alle 10, vedrà scendere in piazza Matteotti, a Napoli, i Comitati per l’Acqua Pubblica e tanti cittadini esasperatati dalla società presieduta dal vice coordinatore regionale di Forza Italia, Amedeo Laboccetta. Sfileranno in corteo gli utenti del servizio idrico gestito da quest’azienda in 70 comuni del Napoletano e del Salernitano, gente che in questi mesi sta ricevendo una serie di richieste di pagamento di conguagli molto esose, richieste calcolate tra i 200 e i 500 euro a famiglia: vere e proprie gabelle frutto di un singolare escamotage burocratico chiesto dalla Gori e votato dalla grande maggioranza dei sindaci del territorio di competenza della società, controllata dall’Acea di Roma.
Primi cittadini che si sono pronunciati quasi tutti a favore delle bollette pazze, sindaci sia di centrodestra che di centrosinistra. Si tratta di richieste di pagamento retroattivo e forfettario. Roba da far impallidire il peggior feudatario medievale. Nel frattempo si moltiplicano gli appelli dei Comitati. E ci sono anche polemiche. A Mariglianella, per esempio, il Movimento Cinque Stelle contesta al sindaco di ” non aver voluto mettere a disposizione dei manifestanti un bus in grado di collegare domattina il piccolo centro nolano a Napoli”.
A Nola invece i Comitati per l’acqua pubblica auspicano “la fattiva partecipazione del sindaco, Geremia Biancardi, a questa giornata di mobilitazione, sia attraverso la sua presenza al corteo che con un documento municipale di netta condanna dei comportamenti fin qui assunti dalla Gori “. Non solo bollette. Le critiche alla società che gestisce l’acqua pubblica puntano anche sui ” numerosi disservizi che stanno caratterizzando da sempre la sua gestione, sul sistema degli appalti e sul numero eccessivo di dipendenti amministrativi, scaturito dalle troppe assunzioni registrate negli anni e che sono frutto di logiche che nulla hanno a che fare con una corretta conduzione aziendale”.




