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“Tornano alla vita gli abitanti medievali di Cammarano”

Gli archeologi dell’Apolline project, in collaborazione con il comune di Roccarainola ed il museo civico “Luigi D’Avanzo”, scoprono le tracce di un rituale funerario unico in Campania.

Dal 3 al 14 Settembre gli archeologi dell’Apolline project hanno svolto attività di ricerca archeologica sulla parte sommitale della collina di Cammarano.
Gli archeologi dell’Apolline Project hanno operato sotto la direzione del dott. Nicola De Carlo, lo scavo ha avuto un grande successo internazionale, in quanto hanno partecipato 25 studenti da tutto il mondo (Gran Bretagna, Stati Uniti, Brasile, Repubblica Sudafricana).
Le analisi, tuttora in corso nei laboratori dell’Apolline Project, forniscono importanti informazioni su che lavori facevano, su cosa mangiavano e per quali motivi sono morte le persone che hanno vissuto a Roccarainola circa 1500 anni fa.

Il nuovo intervento di ricerca sul sito di Cammarano è il risultato di un accordo fra il Comune di Roccarainola, il Museo Civico “Luigi D’Avanzo”, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, gli archeologi dell’Apolline Project. Il gruppo di ricerca è particolarmente orgoglioso della sinergia che si è creata fra i vari partecipanti, e soprattutto dell’ottimo rapporto che si è instaurato con gli abitanti del luogo, i quali non hanno mai fatto mancare il proprio supporto e la propria disponibilità.

Descrizione del sito
Il sito consiste di una chiesa di età altomedioevale a pianta rettangolare con un’abside sul fondo e di un’area cimiteriale esterna posta ai lati dell’ingresso. L’indagine nell’area cimiteriale ha portato al recupero degli scheletri di un’ampia comunità, almeno 35 individui, alcuni inumati in fosse terragne, altri collocati in un secondo momento in due fosse ed in un pozzetto, utilizzati come ossari. Le analisi attualmente in corso sui resti umani hanno già fornito preziose informazioni sugli antichi abitanti della collina di Cammarano, quali ad esempio le abitudini alimentari, i lavori svolti, le malattie più comuni.

Lo studio delle strutture murarie lascia ipotizzare che nello stesso luogo dove insiste la chiesa altomedievale vi fosse in precedenza una villa di epoca romana con impianto produttivo per la lavorazione delle olive; infatti i muri della chiesa sono stati realizzati utilizzando resti di epoca romana ed in particolare dei grossi frammenti in calcare di una pressa per la spremitura delle olive.

Un particolare rito funerario
Le analisi in corso sulle sepolture hanno rivelato la presenza di alcuni individui di enorme statura, forse longobardi, mentre altre sono state fatte a pezzi in modo sistematico. Queste ultime mostrano chiari segni di fluorosi collegabili ad una eruzione del Vesuvio. Durante l’incontro la popolazione locale potrà prendere in visione e toccare i reperti e i resti umani.
Partecipano all’incontro il dott. Vincenzo Castaldo esperto in ceramica, la prof.ssa Marielva Torino dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e la dott.ssa Amanda James dell’Università di Oxford, specialiste nei resti umani.
(Fonte foto: Apolline project)

Per maggiori informazioni sul sito archeologico:

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