Nella serata di venerdì la fiaccolata contro l’inquinamento, tantissimi bambini e ragazzi alla marcia contro roghi tossici ed ecomafia.
Dopo i cortei di Acerra, Giugliano, e Nola non si ferma nell’area metropolitana di Napoli, una delle zona più inquinate del mondo, l’onda umana contro l’avvelenamento di terra, aria e acqua. Un’ondata d’indignazione che ha travolto anche la cittadina di Brusciano, 15mila abitanti incastrati nel cemento della vecchia nazionale delle Puglie, tra le fabbriche di Pomigliano, la vicina Nola e l’area vesuviana interna. Qui, nella serata di venerdì, tanta gente si è riversata nelle strade, fiaccole in pugno, per ribadire il no all’occultamento e agli incendi dei rifiuti d’ogni sorta. La manifestazione è stata promossa dalla giunta del sindaco Giuseppe Romano e dalla Chiesa, parroco don Salvatore Purcaro in testa.
Partecipazione massiccia della scuola, delle famiglie, del mondo del lavoro e delle professioni, dell’associazionismo locale. La marcia è stata caratterizzata da un silenzio generalizzato, che ha pesato molto più di tanti slogan urlati al vento. Fiaccolata che è partita dalla chiesa di San Sebastiano Martire per poi giungere sotto le mura del municipio. C’erano alunni, docenti e personale amministrativo degli istituti Dante Alighieri, Guido De Ruggiero e De Filippo. Presente all’intera manifestazione anche un gruppo di carabinieri guidato dal comandante della stazione di Brusciano, il maresciallo Marco Di Palo.

