I figli della vittima, due maschietti di 3 e 6 anni, sono stati temporaneamente affidati a una zia, sorella della compagna di Caiazzo, finita in carcere con l’accusa di concorso in omicidio, e del suo assassino, Fernando Cantone.
Il dramma familiare successivo all’assassinio della ex guardia giurata Michele Caiazzo è ormai esploso in tutta la sua potenza. I bambini della vittima dell’omicidio e della compagna Maria Cantone, due maschietti, di 3 e 6 anni, che l’assassinato portava a scuola ogni mattina, stando almeno alle testimonianze dei vicini, sono stati temporaneamente affidati a una parente della mamma, una zia, sorella di Maria Cantone, la donna finita ieri nel carcere femminile di Pozzuoli perché accusata del delitto del papà dei suoi piccoli. Non si sa a questo punto quale possa essere il destino dei bambini.
Intanto proseguono le indagini sul delitto. Gli investigatori stanno mettendo a punto gli ultimi particolari. Tra qualche giorno sarà reso noto il risultato dell’esame dello stube, finalizzato a provare una volta per tutte chi dei due fratelli Cantone abbia sparato. Ma i carabinieri sono ormai certi che a colpire alla nuca l’ex guardia giurata sia stato il cognato della vittima, Fernando Cantone. Nel frattempo un’intera città si sta interrogando sul perché di questa tragedia. In un clima d’incertezza.
Non è stata ancora fissata la data dell’autopsia sul corpo della vittima del delitto di Pomigliano. Per cui non è stato ancora possibile organizzare i funerali di Michele Caiazzo, il trentanovenne, ex guardia giurata poi reinventatosi, a seguito del licenziamento, imbianchino saltuario. In base alle indagini Caiazzo è stato ucciso con un solo colpo di pistola calibro nove per ventuno che gli ha perforato la nuca e che è fuoriuscito attraverso uno zigomo.
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