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Nella piazza più centrale del paese una statua di pietra è stata trasformata in una sorta di monumento ai piccoli portati via dal male. Stamane al corteo cittadino contro l’inquinamento hanno partecipato migliaia di studenti e le mamme coraggio.

Fa un effetto terribile guardare una pietra levigata tappezzata di fotografie con i faccini sorridenti dei bimbi della zona uccisi dal tumore. Foto che stracciano il cuore e che sono state attaccate lì, con fredda determinazione, su una parete che decora la statua di piazza Primavera raffigurante una ragazzina che gioca. Un pezzo di monumento trasformato in una sorta di stele dei martiri innocenti della Terra dei Fuochi dai ragazzi delle scuole superiori di Pomigliano, Acerra e Casalnuovo, studenti che stamattina hanno riempito le strade della città delle fabbriche, uno dei tanti comuni della Campania inseriti dal ministero della Sanità nella lista nera delle zone a più alto rischio ambientale.

Il corteo è stato guidato proprio da alcune delle mamme di quei bimbi portati via dal male, le mamme coraggio, riunite nel comitato “noi genitori di tutti”, sorto ad Acerra ma che raccoglie le tremende testimonianze di tante madri e di tanti papà che nei vari comuni dell’hinterland hanno perso il bene più prezioso che esista. Stamane dietro lo striscione “Stop Biocidio” si potevano distinguere gli sguardi sereni ma visibilmente ostinati di Pina Leanza e di Marzia Caccioppoli, due madri flagellate da questa inimmaginabile perdita. Pina e Marzia sono rispettivamente di Acerra e di Casalnuovo. Non saltano un solo appuntamento con la protesta di piazza. Accanto a loro c’era Vincenzo Tosti, ormai uno dei leaders dell’ondata di indignazione che sta caratterizzando la pacifica ( almeno per il momento ) ribellione ambientalista dell’hinterland napoletano e casertano. Dietro di loro la marea umana degli studenti, duemila, forse tremila, tutti poco più che ragazzini. Li ha guidati, megafono in pugno, Gabriele, un giovanotto di soli 15 anni ma dal piglio organizzativo ormai consumato.

Anche Gabriele ha subito in famiglia la scomparsa che segna per sempre un figlio, la morte del giovane papà, pure lui portato via da un tumore. Tanto dolore ma anche tanta compostezza. Il corteo di Pomigliano, che ha seguito di appena una settimana quello, molto più nutrito, sfilato per le strade della vicina Acerra, è stato controllato senza problemi dalla polizia, comandata sulla piazza dal vicequestore del commissariato di Acerra, Antonio Cristiano. Gli studenti hanno camminato per qualche chilometro, dalla stazione nuova della circumvesuviana di Pomigliano a piazza Primavera. “C’at accis a salut”, il motto che ha contraddistinto questa manifestazione. E domani si replica. “Stop Biocidio” farà tappa alle tre del pomeriggio nel cuore della Terra dei Fuochi, a Casal di Principe.