In mattinata nell’impianto bruciarifiuti si sono presentati a sorpresa i senatori Bartolomeo Pepe e Mario Giarrusso. Poi, nel pomeriggio, nei pressi della struttura è arrivato il deputato Luigi Di Maio insieme ad altri parlamentari del M5S.
Alle undici l’arrivo dei senatori Pepe e Giarrusso, davanti all’ingresso dell’inceneritore di Acerra. “Siamo senatori della Repubblica, vogliamo ispezionare l’impianto”, la richiesta avanzata dai due parlamentari. Chiesto e ottenuto.
La direzione del grande termovalorizzatore fa entrare i senatori e tutti gli altri militanti grillini dell’area giunti a sostegno dell’iniziativa. La visita si protrae parecchio. Alla fine gli attivisti del Movimento Cinque Stelle riescono a vedere tutto o quasi. Il giudizio di Pepe è negativo. “E’ incredibile – sbotta il senatore – praticamente tutti i rifiuti differenziati della Campania finiscono nel forno. Ho visto enormi quantità di plastica, anche di stracci, che doveva essere riciclata e che invece è finita lì dentro: è uno spreco enorme, incredibile. Una cosa assurda: perché si fa la differenziata se poi dobbiamo assicurare i rifornimenti all’inceneritore?”. Quindi, un’occhiata ai silos di raccolta delle ceneri e delle polveri prodotte dalla combustione.
“Sicuramente non mi pare regolare il reparto delle ceneri: è troppo scoperto, troppo aperto. In questo modo i materiali si disperdono”, critica Pepe. Ma il direttore, marcato accento settentrionale, frena un po’: “Guardate le cose reali, non parlate per forza male perché dovete dire così”. L’ispezione finisce all’una. Dopo qualche ora, dalle varie discariche della Campania, giungono in pullman altri 60 deputati e senatori grillini. C’è Luigi Di Maio, che più tardi scriverà di “genocidio delle nostra terra”. Il vicepresidente della Camera incontra sul posto Alessandro Cannavacciuolo, il figlio dei pastori di Acerra il cui gregge è stato sterminato dalla diossina e che sta combattendo una battaglia all’ultimo respiro contro gli inquinatori del territorio.
“Vai avanti Luigi, siamo tutti con te ”, l’abbraccio di Alessandro a Di Maio. In serata lo Spazzatur termina proprio nell’area compresa tra Acerra, Marigliano e Nola, il famigerato “triangolo della morte”.

