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Somma Vesuviana. Ottima la riuscita del progetto “Montagna pulita”

Dopo la festa, nulla è stato lasciato al caso. Coloro che hanno partecipato al Sabato dei fuochi hanno dato lezione di stile e civiltà, ripulendo i sentieri. Appuntamento al 12 maggio per la Giornata Ecologica.

Sono laureati, laureandi, studenti, tecnici, operai, fotografi , imprenditori, docenti, intellettuali e non solo. Sono giovani, giovanissimi, meno giovani e anziani. Hanno le mani laboriose e ben curate con le quali non hanno esitato a scavare nel terreno, a scartare rifiuti, a separare l’umido dal secco, a raccogliere cartacce unte e piatti sporchi nei punti più impervi dei sentieri che portano in vetta alla bella e sinuosa montagna di Somma. Avevano promesso di pulire i sentieri subito dopo la festa del sabato dei fuochi, che cade il primo sabato dopo Pasqua, e così è stato. Le paranze, gruppi di amici, cultori e custodi delle antiche tradizioni della festa di Devozione, festa dedicata alla Madonna di Castello che va dal sabato dei fuochi al 3 di maggio, hanno mantenuto il loro impegno.

A dispetto di quanti e di chi ancora si permette di etichettarli come “ubriaconi” sol perché la festa,un mix di sacro e profano, è fatta anche di brindisi ininterrotti di buon vino vesuviano, i giovani e i meno giovani delle paranze hanno dato una bella lezione di stile e di civiltà. La festa, perché riesca, esige la forza delle braccia, la capacità di rendere sicuro l’ambiente, menti organizzative e flessibili, l’entusiasmo di accogliere gli ospiti, che per le paranze sono sacri, e il piacere del sano divertimento senza tradire la tradizione. Chi era presente, ha visto all’opera persone perbene e laboriose, pronte a trasportare pesi sulla schiena, a tirare l’acqua dal pozzo, a trasportare legna per il fuoco, a friggere per ore quintali di pesce perché la carne è bandita dalla tavola, a sistemare secchi e buste, a vigilare che tutt’intorno i visitatori riponessero i rifiuti negli appositi contenitori.

E poi la benedizione solenne, la messa, i canti, i balli. E tanto vino, sì, un buon vino per brindare alla vita, alla fecondità, all’amicizia, a mamma Schiavona che ha dato a tutti, soprattutto ai più anziani, ancora una volta la forza di arrivare lassù. I più sorseggiano soltanto, chi beve di più lo regge bene e chi sente di essere quasi brillo sa che deve fermarsi perché tutto deve andare bene, perché la festa deve”riuscire”, perché a sera bisogna accendere i fuochi d’artificio e i falò, perché bisogna arrivare in tempo nel piccolo santuario di Santa Maria a Castello per ringraziare Mamma Schiavona. Si beve e si mangia per tutto il giorno ma si riesce a conservare il giusto controllo perché tutto vada per il meglio e perché la festa resti un momento memorabile, da archiviare nel prezioso scrigno della memoria e della storia di questi incontri.

Anno per anno, infatti, i giovani documentano attraverso video e foto tutte le tappe più belle della giornata e le immagini parlano solo di entusiasmo e del piacere di condividere le stesse passioni, di raggiungere gli stessi obiettivi, uno tra tutti quello di tenere pulita la montagna. Così come concordato con l’assessore all’ambiente, Lello Angri, infatti, nonostante le fatiche del giorno prima, domenica pomeriggio una delegazione di ogni paranza è ritornata in vetta per differenziare ed imbustare i rifiuti per poi riportarli giù a valle. All’alba di lunedì mattina, poi, l’Igiene Urbana ha provveduto a rimuovere e a portare i rifiuti nei siti di smaltimento.

In questi giorni e fino al 3 maggio, giornata di chiusura della Festa di Devozione, i paranzari, in collaborazione con l’ufficio ecologia, continueranno a monitorare la situazione e si prepareranno alla giornata ecologica, prevista per il 12 maggio. Storie che incoraggiano, che fanno ben sperare, che non vantano interessi, che annientano le chiacchiere inutili regalando interessanti boccate di ottimismo.

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