Per portare la raccolta differenziata al valore prescritto del 65% e oltre, occorre modificare l’attuale sistema di raccolta della carta e della plastica e lattine.
L’attuale organizzazione di raccolta differenziata dei rifiuti risale a luglio 2008. Ricordiamo che allora si era in piena e gravissima crisi per la chiusura delle discariche e il conseguente accumulo di rifiuti per le strade. Sotto la spinta di questa emergenza, il comune di Sant’Anastasia decise d’abbandonare il prelievo dei rifiuti urbani per mezzo di contenitori stradali, che aveva fornito scarsissimi risultati in termini di valori differenziati di raccolta, per passare al ritiro cosiddetto porta a porta. Allo scopo fu stilato un calendario di prelievo (VEDI).
Il nuovo sistema di raccolta raggiunse, nel giro di pochi mesi, valori del 44-45% di differenziata. Questi valori, purtroppo, sono rimasti pressoché inalterati sino a oggi, malgrado che nel frattempo la vecchia azienda comunale AMAV sia stata sostituita da una ditta privata, con notevole aumento del canone corrisposto per il servizio. Nella tabella che segue, sono riportati i valori di raccolta (VEDI).
I valori relativi agli anni 2009-2011 sono stati dedotti dall’osservatorio regionale dei rifiuti, mentre i valori 2012 dal portale del comune di Sant’Anastasia che stranamente è fermo al mese di agosto. Come si nota, detti valori sono sostanzialmente stabili, a parte qualche percento di differenza in diminuzione. È il caso d’indagare sulle ragioni di questo mancato miglioramento negli anni dei valori di raccolta, nel limite del possibile e di là dalla facile giustificazione che addossa tutto il demerito al comportamento del cittadino.
Dovendo raggiungere dei valori di raccolta differenziata, che per l’anno appena trascorso era fissato per decreto al 65%, occorre tecnicamente suddividere i diversi materiali in funzione della loro percentuale di presenza sul totale dei rifiuti urbani, in ordine decrescente di questa percentuale. Questo per l’evidente motivo che la cura e, quindi, l’onere economico per la loro raccolta dovrà essere funzione del maggiore o minore quantitativo presente. In tabella abbiamo riportato questi valori percentuali orientativi in ordine decrescente (VEDI).
Come facilmente si nota, le prime quattro voci raggiungono da sole una percentuale di circa l’80% sul totale e, quindi, su queste occorre porre il massimo impegno per il prelievo se si vuole raggiungere alte percentuali di raccolta differenziata. Esaminando i valori di raccolta dei singoli rifiuti da gennaio ad agosto 2012 e confrontandoli con quelli teorici della tabella precedente, abbiamo i seguenti risultati (VEDI).
I dati di tabella, anche considerando che i valori teorici sono rappresentative di stime ricavate dalla letteratura specializzata, consentono di trarre conclusioni più che attendibili e precisamente:
– la raccolta dell’umido è più che soddisfacente, così pure il vetro e gli ingombranti;
– assolutamente deficitarie le raccolte della carta e cartoni, della plastica e lattine che, come presenze percentuali teoriche, vengono subito dopo l’umido.
Considerando il calendario di raccolta prima riportato, troviamo una facile spiegazione di queste differenze. L’umido è raccolto tre volte la settimana e, di conseguenza, il cittadino, senza particolare difficoltà, lo conserva per due o massimo tre giorni. Viceversa la carta e la plastica sono depositate ogni sette giorni e per di più lo stesso giorno. Cioè crea evidentemente difficoltà al cittadino, per la conservazione, e alla ditta addetto al prelievo, che è costretta a recarsi o con due automezzi o due volte di seguito nello stesso posto per il ritiro e non sempre questo avviene, per cui soprattutto la carta, non ritirata, si mischia spesso al resto depositato nei giorni successivi. Questo discorso non vale per gli ingombranti e il vetro in quanto non soggetti a un calendario di deposito e, quindi, di prelievo.
Da quanto esposto risulta ovvio che, per aumentare la percentuale di raccolta differenziata dall’attuale 44-45% al valore prescritto del 65% e oltre, occorre necessariamente modificare l’attuale sistema di raccolta della carta e della plastica e lattine. (Il presente articolo è un estratto della lezione svolta dall’associazione presso l’istituto comprensivo Elsa Morante nell’ambito di un progetto di educazione all’ambiente).

