Dura conferenza stampa di Giosy Romano, consigliere del Pdl: “Interessi edilizi inquietanti”. Ma il sindaco, Angelo Antonio Romano, replica: “Infanga perchè non è di Brusciano”.
Mentre infuria la polemica scaturita dal nuovo piano regolatore di Brusciano scatta l’inchiesta della procura di Nola sulla recente approvazione dello strumento urbanistico, che consentirà la realizzazione di circa 700 appartamenti.
L’indagine è condotta, su delega della magistratura inquirente nolana, dal vicequestore di polizia Vincenzo Gioia, responsabile del commissariato di Acerra, competente per territorio. La notizia, confermata, si apprende da ambienti politici locali. L’investigazione punta, in particolare, sulla procedura utilizzata dagli amministratori comunali per rendere operativo il nuovo strumento edilizio. Ma al centro delle attenzioni degli inquirenti sono finiti anche due terreni agricoli, trasformati dal puc in altrettante aree edificabili per edilizia residenziale. Una delle proprietà è intestata a una donna, molto avvenente, arrestata a dicembre con l’accusa di usura, estorsione e associazione mafiosa nell’ambito di un’inchiesta della direzione distrettuale antimafia di Bologna.
E’ una proprietà immobiliare cointestata. L’altro titolare di questo appezzamento reso edificabile è il figlio di un uomo che la magistratura emiliana ritiene a capo di un’organizzazione camorristica, arrestato anche lui a dicembre nella stessa inchiesta che coinvolge la donna. Il secondo terreno finito nel mirino degli investigatori è più vasto ed è nella disponibilità di alcuni figli di un esponente di punta dell’attuale amministrazione comunale. A ogni modo gli investigatori stanno indagando pure su una serie di altri terreni intestati o riconducibili a vari consiglieri comunali, sia della maggioranza che dell’opposizione. L’obiettivo dell’inchiesta è di capire se siano state o meno commesse illegittimità nell’iter culminato con l’approvazione definitivo in consiglio comunale, nella seduta del 19 gennaio scorso, del nuovo piano urbanistico comunale.
Che sta creando polemiche infinite. Il consigliere comunale di opposizione, Giosy Romano, del Pdl, in conferenza stampa lancia strali contro il sindaco, Angelo Antonio Romano. “Il piano regolatore non è stato impostato per far sviluppare Brusciano, presenta palesi conflitti d’interessi – dichiara Romano – e attraverso la logica dei comparti fa prevalere gli interessi della camorra. Inoltre – aggiunge il consigliere d’opposizione – i comparti sono stati ubicati in aree agricole attorno alla cinta urbana contro le prescrizioni della Provincia”. Ma alle domande sulla presentazione di una qualche denuncia o sui nomi dei proprietari dei terreni, che lui stesso definisce “inquietanti proprietà trasformate da agricole in edificabili”, Giosy Romano risponde spiegando che “la politica non si fa con le denunce alle forze dell’ordine” e che “basterà osservare le visure catastali per verificare i sospetti”.
Sferzante la replica del sindaco, ex Udc, Angelo Antonio Romano. “Con queste accuse il consigliere Giosy Romano – afferma il primo cittadino – infanga tutta la città di Brusciano, la cui popolazione beneficerà dei positivi effetti del nuovo puc. Del resto questo comportamento non mi meraviglia più di tanto perché il consigliere Romano non è bruscianese ma è di Marigliano. Per il resto – precisa il sindaco – già ad aprile, cioè quando il puc è stato adottato dalla giunta, abbiamo consegnato la documentazione del piano urbanistico sia alla polizia che ai carabinieri”.
(Fonte foto: Rete Internet)




