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martedì, Novembre 30, 2021

San Vitaliano, parte l’isola ecologica

Al via l’apertura dell’ecopiazzola che permetterà ai comuni di Scisciano e San Vitaliano di ottimizzare la gestione del ciclo dei rifiuti.

Approvato in pubblica assise il regolamento per il funzionamento e la gestione dell’isola ecologica. L’accordo, siglato col comune di Scisciano, è stato realizzato grazie a fondi provinciali e si pone l’obiettivo di migliorare la percentuale di raccolta differenziata, già attestata al 50%.

“Abbiamo gettato un’altra pietra su questo cammino vincente – dichiara l’assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici Giovanni Malesci – cioè dotare il paese di un servizio che permetterà di fare un passo avanti per quanto riguarda la gestione dei rifiuti”. Proprio in termini di funzionamento e gestione (San Vitaliano figurerà come comune capofila), il regolamento prevedrà una fase transitoria e una a regime. Nella prima fase, l’isola verrà aperta il sabato mattina con la presenza di dipendenti comunali. “Si tratta di una necessità – precisa Malesci – perché non ci sono i tempi tecnici per indire una gara per la gestione”. La seconda fase, invece, vedrà gli impianti attivi anche il martedì e il giovedì.

“L’isola sarà lo specchio del senso civico del paese – dichiara l’assessore Malesci – Siamo convinti che si può fare uno scatto in avanti in termini di percentuali della raccolta differenziata e, agendo sui filoni del controllo, della formazione presso le scuole e della dotazione di infrastrutture idonee alla raccolta dei rifiuti, possiamo auspicare a un salto di qualità”.

Pasquale Raimo, dall’opposizione, ne sottolinea invece le irregolarità procedurali e propone la regolarizzazione della zona prima di procedere all’attuazione del regolamento: pare, infatti, che l’area non sia prevista dal Piano urbanistico come area destinata ad impianti e attrezzature. Un problema che entrambe le amministrazione di Scisciano e San Vitaliano hanno cercato di risolvere.

“L’isola ecologica è ritenuta uno standard urbanistico e in quanto tale sarebbe dovuta essere presente nel piano regolatore – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici – la questione è che questo progetto nasce molto da lontano, nel 2001, in virtù di una linea di finanziamento che fu aperta per presentare la progettualità, ma in seguito chiusa e il progetto, se pur approvato, non è stato più attuabile. La linea di finanziamento si è riaperta alla fine del 2008, cioè quando avevamo già spedito tutte le procedure relative all’approvazione del Puc. Secondo la normativa, comunque, si può approvare il progetto nella sua versione preliminare per poi cambiare la destinazione d’uso del terreno, regolarizzandone la modifica nel corso dei due anni successivi. Si tratta di un atto amministrativo che si può svolgere anche dopo l’approvazione del regolamento”.

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