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San Giuseppe Vesuviano. L’isola ecologica del futuro è un ritorno al passato

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Approvato il progetto definitivo dell’isola ecologica, costerà “solo” 950.000 euro. La cosa curiosa è che il medesimo progetto fu approvato con Delibera di Giunta Comunale n. 114 del 13/05/2009.

La Commissione Straordinaria con delibera n. 270 del 13/06/2012 ha approvato il progetto definitivo dell’isola ecologica. Secondo l’Ing. Oreste Del Prete che ha avuto l’incarico di redigere il progetto, l’opera completa costerà euro 950.000. Adesso bisognerà passare alla seconda fase, indire l’asta pubblica e poi, se nessuno farà ricorso, mettere mano all’opera. Tempi stimati almeno 12 mesi. Il problema è che in prima battuta si farà solo la recinzione del sito con relative opere di urbanizzazione.

Se l’indice di civiltà di un popolo è dato dalla gestione dei propri rifiuti, San Giuseppe Vesuviano è al minimo storico: la città paga lo scotto di scelte sbagliate o addirittura di nessuna scelta. Nel 1997 il Decreto Ronchi stabilì un crono programma obbligatorio per tutta l’Italia: raccolta differenziata al 50% entro il 2003 e serie politiche di riduzione dei rifiuti. A San Giuseppe Vesuviano, ma forse in gran parte dell’Italia, questa legge è ancora disattesa.

Il 1° marzo del 2006 segnò l’avvio del “porta a porta“ in quella che fu la “Città del commercio”, un’operazione abortita prima di nascere perché si partiva senza l’isola ecologica, senza un sito di stoccaggio provvisorio e senza un periodo di sperimentazione. Il risultato fu devastante, la gente cominciò ad abbandonare i rifiuti ovunque scaricando responsabilità individuali sull’Amministrazione che dal canto suo inaugurò un concetto che viene attuato tuttora: “Il Riassetto“, che tradotto in italiano è la raccolta dei rifiuti tal quale con il conseguente trasporto in discarica. Questa pratica oltre ad essere costosa è tremendamente diseducativa perché invoglia a non selezionare i propri rifiuti e disincentiva i cittadini ad avere un comportamento virtuoso.

Il progetto dell’isola ecologica a San Giuseppe Vesuviano nasce sull’onda lunga di un decreto del governo Prodi che imponeva lo scioglimento delle municipalità inadempienti rispetto alla raccolta differenziata; si disse che i comuni che non avessero raggiunto il 35% di differenziata entro marzo 2008 sarebbero stati sciolti. E così, l’allora amministrazione Ambrosio, il 26/03/2008 varò la delibera di Giunta Comunale n. 64 con la quale approvava un progetto preliminare di isola ecologica da euro 950.000 stanziando per il primo lotto euro 238.179,85. Con la delibera n.114 del 13/05/2009 approvò anche il progetto definitivo, bisognava fare solo la gara.

Da allora montagne di rifiuti prodotte in città sono state smaltite in discarica, un fiume di euro, stimato in oltre 20 milioni, è stato dilapidato senza arrivare ad una conclusione. Oggi la Commissione Straordinaria invece di ripartire dal progetto definitivo approvato nel maggio del 2009 ha pensato bene di dare un altro incarico ad un tecnico esterno, rifare una nuova autorizzazione paesaggistica per un opera che costerà sempre 950.000 euro ed approvare di nuovo il medesimo progetto. Della serie “…chi fabbrica e disfa non perde mai le pietre…”.

Quindi, secondo la delibera n. 270 della Commissione Straordinaria sarà messo a gara solo il primo lotto che prevede la recinzione del sito e tutte le opere di urbanizzazione alla modica cifra di euro 238.179,85. Nel documento però non vi è traccia della destinazione dei grossi tubi fognari abbandonati dal Commissario Jucci a seguito dello scempio fatto dai suoi concessionari per collegare alla rete fognaria le poche strade sangiuseppesi prive di questo servizio (vedi foto), che giacciono ai bordi di via Vasca al Pianillo dal 2008.

Nel frattempo la raccolta differenziata in città è in discesa libera, solo pochi cocciuti cittadini continuano a rispettare il calendario per il deposito dei rifiuti, il grosso dei cittadini mette fuori casa i propri rifiuti solo il lunedì e il venerdì sera. Ma questo non sembra interessare nessuno. 

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