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San Giuseppe Vesuviano. Il PD ricorda i caduti del 25 aprile

Deposta una corona di fiori al Monumento ai Caduti in ricordo del 25 Aprile, presenti dirigenti ed iscritti al Circolo del PD di San Giuseppe Vesuviano.

Piazza Garibaldi il 25 aprile 2013 si presenta quasi deserta, poche auto in giro, i bar sono vuoti, alcuni anziani stazionano sulle panchine all’ombra dei pochi alberi sopravvissuti al rinnovamento della piazza, alcuni pedoni l’attraversano con passo svelto, si tratta principalmente di stranieri.
L’arrivo degli attivisti del PD crea interesse fra i sonnolenti occupanti della piazza, anche dal bar di fronte qualche avventore fa capolino incuriosito dalla presenza di una decina di persone che si salutano amichevolmente, segno che si sono dati appuntamento giusto a quell’ora.
L’ora arriva, alle 10,45 in punto il fioraio Gaetano Ambrosio, di via XX Settembre, consegna l’oggetto tanto atteso: una corona di fiori con i tre colori della bandiera, verde, bianco e rosso che viene subito deposta al Monumento ai Caduti in Piazza del Risorgimento.

Questo Monumento fu inaugurato il 26 giugno 1938 dall’allora podestà Enrico Auricchio e dal principe ereditario Umberto di Savoia, per costruirlo si diede vita ad una sottoscrizione popolare a cui parteciparono anche il Comune e la Provincia. Sulla parte anteriore è riportato il bollettino di guerra con cui il generale Diaz annunciava la vittoria dell’Italia sull’Austria – Ungheria, sui lati i nomi dei Sangiuseppesi caduti nella Grande Guerra del 15-18 e nelle guerre di Africa Orientale e di Spagna. Infine nella parte posteriore erano incisi i simboli dell’Italia fascista.

Oggi questo enorme blocco di travertino di Tivoli è il punto di aggregazione della Città, dove si festeggia la vittoria del Napoli e dell’Italia e dove i sindaci eletti terminano il loro corteo con annesso discorso. Ma è anche il luogo dove l’Amministrazione appone una corona di fiori in ricordo delle grandi sciagure che hanno colpito la Nazione nel 900: il 25 Aprile Festa della Liberazione e il 2 Novembre festa delle Forze Armate e dei caduti di tutte le guerre.
Le passate amministrazioni non hanno mai fatto mancare il loro messaggio di saluto, nonostante che il loro comportamento fosse al limite del codice penale, c’era sempre un fiore a ricordo delle vittime di guerra.

È con l’arrivo della Commissione Prefettizia che iniziano i distinguo, le dimenticanze, le preferenze fra il 25 Aprile e il 2 Novembre, come se i morti non fossero tutti uguali.
Già nel 2010 il Circolo PD di San Giuseppe Vesuviano intervenne per porre rimedio, ricordando che se oggi abbiamo una democrazia compiuta lo dobbiamo principalmente a chi, nei 20 mesi di guerra civile, si è sacrificato rimettendoci anche la vita per affermare il diritto alla libertà di ognuno di noi.

Oggi l’intero direttivo del PD Sangiuseppese con in testa il coordinatore Avv. Vincenzo Intolfi, insieme al consigliere comunale di V.L.PD Antonio Borriello e a tanti sostenitori del centro sinistra locale hanno deposto una corona di fiori al Monumento ai Caduti in ricordo del 25 Aprile 1945 giorno della Liberazione dal giogo nazifascista costato migliaia di morti e la totale distruzione di molte città del centro nord oltre alla deportazione coatta di centinaia di migliaia di persone nei grandi centri industriali germanici avviati ad un lavoro di schiavi in cui persero la vita migliaia di giovani. Un pensiero particolare va invece ai tanti cittadini Italiani avviati alle camera a gas nei lager nazisti attraverso i campi di transito di Fossoli e della Risiera di San Sabba (Trieste) gestiti direttamente dal governo fascista della Repubblica di Salò.

Assordante l’assenza delle Istituzioni locali, Comune in testa, che hanno ignorato totalmente la giornata commemorativa. Nemmeno le forze dell’ordine presenti in città hanno sentito il bisogno di essere presenti con una delegazione. Forse il lungo ponte festivo deve aver contagiato tutti i pubblici uffici.

Non si è smentito il Sindaco Avv. Vincenzo Catapano, che in sintonia con la sua storia politica, in gioventù un passato nelle file del MSI, ha dichiarato in pubblico di non ritenere il 25 Aprile una festa nazionale, anzi, che avrebbe colto l’occasione della giornata di festa per andare a giocare a pallone. Imitato da gran parte dei suoi collaboratori visto che sul grande marciapiede davanti ai bar che affacciano su Piazza Elena D’Aosta, luogo di incontro festivo fra i nuovi amministratori e i cittadini, c’era solo qualche consigliere a dare udienza ai passanti.

Per decenni queste giornate festive erano un momento di aggregazione fra i cittadini e le Forze Armate che rappresentavano l’unità nazionale, poi l’arrivo della destra populista agli ordini del presidente Berlusconi nei primi anni ‘90 sancì la scollatura fra le Istituzioni e la festività con l’assurda presa di posizione della destra che definiva il 25 Aprile la commemorazione della vittoria di una parte (i partigiani) rispetto all’altra (i fascisti di Salò) invece della liberazione dello Stato Italiano dal nazifascismo che era costato tanti lutti alla Nazione.

La cerimonia si è chiusa con un breve discorso di Intolfi per il PD e di Borriello per Vocenueva con l’augurio ad essere sempre di più a presidiare le istituzioni e a rivedersi il prossimo 25 Aprile sempre su questa piazza a testimoniare l’attaccamento alla carta costituzionale uscita dalla vittoria proprio del 25 aprile 1945.

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