In una piazza affollata come non accadeva da anni, il sindaco di Salerno incoraggia i cittadini e li invita a votare per il cambiamento.
Sono stati 20 minuti di fuoco serrato da parte del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che in una piazza piena come non mai, ha invitato i Sangiuseppesi ad avere la speranza di cambiare.
Già dalla mattina di giovedì in piazza Risorgimento vi è stato fermento, operai all’opera per attrezzare il palco che dalle 19,00 in poi avrebbe ospitato il comizio conclusivo del candidato sindaco Agostino Casillo e dei candidati delle tre liste a lui collegate: Vocenueva, Libera e il PD.
All’appuntamento si sono presentati in molti, giovani, adulti e qualche anziano. Tutti accomunati dalla curiosità di ascoltare questi giovani dalla faccia pulita che fino a qualche anno fa tiravano calci al pallone al campetto dei preti e oggi si presentano con lauree e master di prestigiose università a parlare ai loro concittadini di tecnologie rinnovabili, burocrazia trasparente, verde pubblico e principalmente di democrazia.
Ad aprire la serata ci pensa Alberto Catapano, laurea in farmacia e lavoro presso una nota azienda farmaceutica milanese, lasciata momentaneamente per mettersi al servizio della sua città, candidato per Vocenueva. Il suo intervento è diretto: ”Noi siamo quei ragazzini che sei anni fa affittarono un garage al Parco Ambrosio per parlare di sviluppo sostenibile e ambiente, derisi e sbeffeggiati da chi aveva il potere. Oggi queste persone sono state allontanate, noi vi chiediamo il voto per cambiare. Con Agostino Casillo affinché tutto cambi. ”Segue Mimmo Nappo, laurea in lettere e un lavoro di agente di commercio presso una nota azienda alimentare, candidato per Libera. È il più emozionato del gruppo e per questo riceve più applausi ma i suoi concetti sono lucidi e decisi: “Questo paese deve cambiare e noi siamo disposti a lavorare per esso”.
É il turno di Antonio Borrelli candidato della lista Vocenueva, laurea in scienze politiche e due master lavora presso una nota agenzia assicurativa. Il suo intervento è ad alzo zero verso la passata classe dirigente: ”…non voglio parlare del pessimo modo di amministrare di queste persone, ma di cosa ci hanno rubato. Ci hanno rubato il diritto a vivere una vita normale”. A queste parole è scattato un applauso lunghissimo. Ha chiuso la lista dei candidati iscritti a parlare Vincenzo Intolfi coordinatore cittadino del PD e vero motore della coalizione fra i professionisti della politica, i Democratici, e i giovani Riformatori che vogliono essere arbitri del proprio destino.
Nella nostra cronaca un posto di primo attore tocca al pubblico, un pubblico mai visto in piazza a San Giuseppe Vesuviano da oltre trent’anni, cioè da quando sui palchi si alternavano i big della politica nazionale e la gente correva per sentire le grandi teorie politiche che hanno animato il XX secolo. Oggi questa gente è venuta in piazza ad applaudire questi giovani senza che nessuno gli abbia promesso posti o prebende varie, sono venuti solo per sostenere un idea di cambiamento oramai già fuori tempo massimo. Sono in piazza con i loro volti puliti mentre la ex classe dirigente si chiude nei ristoranti di lusso dove vengono servite cene luculliane a centinaia di persone.
A chiudere il giro degli interventi è Agostino Casillo, classe 1983 laureato in scienze politiche un master in politiche europee, attualmente dirigente in un azienda impegnata nella produzione di pannelli fotovoltaici. Il suo intervento punta tutto sulle cose che farà un giorno diventato sindaco:
”Una raccolta differenziata che porti una riduzione della TARSU, un parco giochi ed una pista ciclabile nell’ex area FFSS, una casa comunale veramente trasparente con i consigli comunali fatti di giorno e non alle 2 del mattino”. Dagli applausi delle quasi 500 persone che affollano la piazza possiamo dire che il messaggio è stato ricevuto ed apprezzato.
Finalmente alle 20,10, con un notevole ritardo causato da un altro impegno politico a Boscoreale, arriva l’ospite tanto atteso: Vincenzo De Luca sindaco di Salerno. Un’ovazione accoglie l’esponente del PD che solo 31 mesi fa raggiungeva il 43% dei voti come candidato governatore della Regione Campania, partendo da un partito in rotta a causa del disastro bassoliniano, e che solo grazie all’area Vesuviana e alla provincia di Caserta non ha centrato l’obbiettivo di divenire governatore della Campania e replicare così il successo del rinascimento salernitano. San Giuseppe Vesuviano premiò l’autore di questo rinascimento con un misero 21,46% fermo restando poi di correre in massa ad affollare i noti locali della movida salernitana tutte le settimane. Uno strano caso di schizofrenia collettiva.
Il Duce Rosso, così soprannominato per la sua capacità decisionale, apre il suo intervento chiedendosi se non debba intervenire il Padreterno per allontanare dalla vita pubblica certi personaggi che hanno ridotto San Giuseppe Vesuviano un disastro.
“La ricetta di una sana amministrazione – dice – ha tre elementi: Sburocratizzazione, Sicurezza e Umanizzazione della vita Pubblica. Oggi non possiamo chiedere ad un imprenditore di investire in un territorio e poi farlo girovagare per uffici pubblici,un minuto dopo la richiesta bisogna attivarsi per permettere all’Azienda di lavorare. Sicurezza significa che la notte l’imprenditore non deve ricevere telefonate estorsive e preoccuparsi dell’incolumità della sua famiglia. Infine dopo il lavoro bisogna dare alle famiglie una città accogliente con parchi pubblici e qualità della vita eccellente. Basta con i roghi tossici e i rifiuti per strada, servono soluzioni serie”.
Gli applausi si susseguono senza sosta, anche le cariatidi appoggiate alle colonne del più noto bar della piazza sembrano risvegliarsi dal loro torpore sotto la tonante voce di Vincenzo De Luca. I toni alti aiutano a risvegliare una coscienza sopita, a chiedersi per quale strano destino San Giuseppe Vesuviano si sia ridotta tanto in basso nella scala sociale e morale della vita civile, mentre questo piccolo uomo dalla voce possente è riuscito a portare al successo una città, lontana appena 30 chilometri dalla cittadina vesuviana, che dopo una certa ora era sconsigliabile attraversare.
Questa domanda attraversa le menti di tutti i presenti che osservando questi giovani candidati sperano che sia arrivato il momento,anche per San Giuseppe Vesuviano, di risalire la china. Ma i Padri daranno fiducia ai figli?






