Somma Vesuviana e Teramo: due città unite da una sentenza che forse chiuderà la tragica storia di Melania Rea.
Per non dimenticare Melania; Giustizia per Melania; Uniti per Melania Rea; Melania Rea, basta con la violenza sulle donne. Sulle tante pagine facebook dedicate a Melania, la giovane mamma di Somma Vesuviana uccisa il 18 aprile 2011 con 35 coltellate, di cui alcune poste mortem, il popolo del web attende trepidante l’esito del processo a Salvatore Parolisi, marito di Melania, unico indagato dell’atroce delitto e rinchiuso in carcere da più di un anno con l’accusa di omicidio, minorata difesa, crudeltà, e vilipendio aggravato sul corpo per depistare le accuse da sè. Nel palazzo di giustizia di Teramo si chiuderà oggi la fase finale di una vicenda che ha scosso e commosso tutte le famiglie italiane, che ha distrutto per sempre la vita di una famiglia onesta e perbene di Somma Vesuviana.
I Rea , oltre a rivivere il devastante dolore della perdita della loro figlia, oggi avranno il fiato sospeso per ciò che il destino potrebbe riservare alla loro unica ragione di vita: la piccola Vittoria, la figlia di Melania. La sentenza di oggi , infatti, potrebbe cambiare per sempre il destino della bambina che da pochi giorni ha compiuto tre anni e che dal giorno della morte della sua bella mamma vive a Somma Vesuviana insieme ai nonni, circondata dall’affetto e dalle attenzioni di una famiglia molto unita. Nella graziosa villetta di via Pomintella, la figlia di Melania cresce serena e felice, ignara di avere un padre in carcere e una mamma che riposa già da un anno e mezzo nel cimitero, ubicato alle spalle della strada che porta alla scuola dell’infanzia, quella strada che la piccola ama percorrere a piedi tenendosi stretta alla mano rassicurante della nonna.
Quella bimba così tenera, così allegra, così solare, sempre più somigliante a Melania, capace di riempire il grande vuoto che si annida nel cuore di nonna Vittoria, di nonno Gennaro e zio Michele, ma anche di zia Francesca, sorella di Parolisi, che una volta a settimana la porta a Frattamaggiore e le prepara i suoi piatti preferiti e le fa salutare per telefono il suo papà. Nel tardo pomeriggio di oggi, la sentenza che emetterà il giudice Marina Tommolini, stabilirà con chi e dove vivrà la piccola Vittoria e se Parolisi deve tornare libero e, quindi, di nuovo con la figlia o scontare il carcere a vita e rinunciare per sempre ad essere padre. Oggi Melania potrebbe morire ancora una volta o, finalmente, riposare in pace per sempre.





