Dopo venti giorni dalle dimissioni rassegnate, il primo cittadino le ritira e tenta di rilanciarsi.
Trascorso il periodo assegnato per legge, il sindaco del centro-sinistra, Domenico Giorgiano, ha ritirato le dimissioni e punta a continuare a guidare la cittadina vesuviana. «Nell’esprimere soddisfazione per la unanime richiesta fattami dalla maggioranza durante il Consiglio Comunale dello scorso 25 luglio – ha scritto il primo cittadino – ho deciso, per il bene della Città, nella difficile situazione economica e sociale che stiamo vivendo, di ritirare le dimissioni e di proseguire il percorso iniziato nel 2012».
Il sindaco Giorgiano fa riferimento al documento firmato da tutti i capigruppo consiliari ed i segretari politici dei partiti di maggioranza, che gli avevano chiesto di ritirare le dimissioni garantendo «di fare la propria parte, con l’impegno sinergico dell’esecutivo e del Consiglio Comunale» per il raggiungimento degli obiettivi programmatici condivisi, tra questi il contenimento del carico fiscale, gli interventi urbanistici su strade e piazze, la sicurezza urbana, la riconsegna ai cittadini di Palaveliero e del mercato comunale, il rilancio della cultura in città, l’adeguamento dei servizi di raccolta differenziata, l’aumento della qualità dei servizi sociali.
Non si è fatta attendere la reazione del Movimento 5 Stelle e del suo portavoce in consiglio comunale, Danilo Roberto Cascone che per l’occasione ha dichiarato: «Il Sindaco ha ancora una volta perso l’occasione di lanciare un forte segnale di cambiamento dimettendosi. Invece nulla è cambiato. Le dimissioni annunciate venti giorni fa per motivi personali non ci convincono ed è per questo che il sindaco deve spiegarci durante la prossima seduta di Consiglio comunale cosa lo ha spinto realmente a prendere questa decisione. Abbiamo una Città che ormai è al collasso e bisogna dare risposte concrete alla cittadinanza. Ripristino del decoro urbano e della sicurezza cittadina, riapertura del Palaveliero, rilancio culturale del Premio Troisi, riorganizzazione dei servizi: sono solo alcuni dei punti che attendono ancora una via di risoluzione definitiva».

