Un macigno cosmico di 160 metri di diametro è già in avvicinamento. Intanto, nel mondo scientifico, si è trovata la maniera di misurare età e dimensioni delle stelle grazie ai terremoti.
Solo poche ore per uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno: questa notte l’asteroide 2003DZ15 «saluterà» la Terra passandole accanto come non accadrà più, almeno nei prossimi 50 anni. Non c’è alcun pericolo per il pianeta e i suoi abitanti perché, pur così vicino, l’asteroide ci sfreccerà accanto ad una distanza di 3, 5 milioni di chilometri.
Ossia più o meno la distanza pari a nove volte quella che ci separa dalla Luna. L’asteroide è già in avvicinamento e il suo arrivo è costantemente monitorato: un macigno cosmico dal diametro di 160 metri raggiungerà la distanza minima dalla Terra alle 2, 37 di questa notte, quella tra il 29 e il 30 luglio. Ma il momento più favorevole per vederlo – con l’aiuto di un telescopio di medie dimensioni – è a partire dalla mezzanotte, quando la posizione rispetto al Sole sarà migliore e ci sarà dunque più luce. Non si potrà vedere ad occhio nudo, ma gli appassionati di fenomeni cosmici non disperino: il fenomeno si potrà seguire sul web, nella diretta organizzata dal Virtual Telescope e trasmessa in streaming sul canale Ansa Scienza e Tecnica.
Intanto un’altra news arriva nel mondo scientifico grazie all’analisi delle onde sismiche che attraversano le stelle, vibrazioni simili ai nostrani terremoti e che si sono rivelate un potentissimo strumento per lo studio e la ricerca sui pianeti extrasolari. Il tipo di tecnica e i dati ottenuti dal telescopio spaziale Corot, ha consentito a un gruppo di ricercatori internazionale guidato dall’Istituto Max Planck di misurare con massima precisione massa, dimensioni ed età di una stella simile al Sole, distante quasi 100 anni luce, e le informazioni relative a un suo pianeta. Lo studio, pubblicato sulle pagine della rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), dimostra le grandi potenzialità della cosiddetta astrosismologia, ossia lo studio delle stelle attraverso l’analisi dei terremoti che le attraversano.
Tutte le stelle, come anche il Sole, sono infatti attraversate al loro interno da vibrazioni, in qualche modo analoghe ai terremoti, prodotte da movimenti interni. Queste vibrazioni producono effetti sulla luminosità della stella e analizzandone le più piccole variazioni i ricercatori tedeschi hanno potuto ottenere informazioni con un dettaglio maggiore di quelle ottenute con i metodi tradizionali. Il lavoro si è concentrato in particolare sullo studio di HD 52265, una stella simile al Sole e distante 92 anni luce. Le osservazioni fatte in precedenza avevano inoltre fatto ipotizzare che HD 52265 avesse anche almeno un pianeta poco più grande di Giove. Grazie alla tecnica di astrosismologia i ricercatori hanno ridotto le incertezze nelle misurazioni dei parametri della stella e definito la massa del pianeta come a 1,85 volte la massa di Giove.
(Fonte foto: Rete Internet)

