Bilancio della festa del pomodoro San Marzano. In tanto hanno ascoltato con attenzione la presentazione del libro del professor Carmine Cimmino.
Ci sono sagre e sagre. Il tratto comune è uno solo: il cibo ma, messa da parte questa macro-area, sarebbe ingiusto rubricarle tutte allo stesso modo. Per esempio, ci sono le sagre che valorizzano i prodotti tipici e quelle che valorizzano i prodotti…e basta.
La sagra della carne di struzzo, quella dello strudel o quella della rana cosa c’entrano con il nostro territorio (quello vesuviano, nolano o nocerino-sarnese)? Nulla, eppure si fanno, con grande partecipazione di pubblico, anche. Ma non sono eventi culturali, questo è sicuro. Per fare cultura con le sagre è necessaria qualche idea forte, qualche spunto capace di sparigliare un po’ le carte in tavola. Ecco perché la sagra del pomodoro San Marzano dop, che si tiene da ormai 12 anni a Striano ha uno spessore diverso. Senza alcuna offesa per gli altri momenti gastronomici, alcuni aspetti della sagra del pomodoro San Marzano appaiono del tutto originali. E quindi degni di nota: l’utilizzo di prodotti a chilometri zero, le stoviglie biodegradabili e il tentativo di non ridurre tutto ad una grande abbuffata.
Per esempio, nel corso dell’ultima edizione quelli della Pro loco di Striano, presieduta dall’infaticabile Antonio Risi, hanno avuto un’idea mica male: presentare un libro nel bel mezzo della festa. “Storie Napoletane di cucina, di vizi e di virtù” di Carmine Cimmino, storico di Ottaviano e collaboratore di punta de ilmediano.it (che ha anche edito il libro stesso): questo il libro presentato. Durante la presentazione, lo chef Luigi Carbone, del ristorante “L’albero lungo” di Palma Campania ha preparato in diretta un piatto rivisitato della cucina napoletana, ovviamente a base di pomodoro San Marzano.
Sempre nel corso dell’incontro letterario, anche la degustazione di vini a cura della cantina “Vigna Pironti” di San Giuseppe Vesuviano. Risultato: ad ascoltare Cimmino ed i suoi aneddoti erano in tanti, tantissimi. Attenti e sorridenti, disponibili e pronti all’apprendimento. Poi è arrivato anche il momento di mangiare, ovviamente. Ma senza fretta e senza ingordigia. Perché ci sono sagre e sagre.
(Fonte foto: Rete Internet)

