Ieri pomeriggio ennesima tragedia sul lavoro. Un operaio di 41 anni è rimasto folgorato mentre lavorava sulla linea ferroviaria Cancello-Sarno.
Si chiamava Vincenzo Salzano, aveva 41 anni, era sposato e padre di due gemellini. Vincenzo era di Napoli, del rione Traiano, e per far sopravvivere la sua famiglia faceva l’operaio alle dipendenze di un ditta di Cercola che svolge servizi di manutenzione per conto delle ferrovie dello Stato.
Vincenzo ieri era stato mandato dalla sua ditta all’altezza del cosiddetto bivio ferroviario di Nola, una linea ferroviaria vecchia e malandata, preda costante dei furti di rame, un troncone quasi obsoleto dove c’era da aggiustare il cablaggio elettrico. Una volta qui, però, qualcosa è andato storto. Vincenzo è rimasto folgorato. Prendendo la scarica ha lanciato un urlo disumano. Il suo cuore si è fermato subito, appena è crollato al suolo. Ora si piange l’ennesima morte bianca. E’ altissimo il prezzo pagato dai lavoratori italiani, che più degli altri colleghi dell’Europa occidentale perdono la vita nel tentativo di migliorare la propria condizione e quella delle loro famiglie. Basti pensare che dall’inizio dell’anno in Italia sono stati registrati 430 morti sul lavoro.
Il 39 % delle vittime riguardano l’agricoltura (circa 100 gli agricoltori schiacciati dal trattore), il 23,6% l’edilizia, i cantieri, il 16,6 % dei servizi di manutenzione, e il 5,9 % l’industria (fonte Osservatorio Indipendente di Bologna Morti sul Lavoro).
(Fonte foto: Rete Internet)

