Il sindaco Pino Capasso e altri dodici sindaci del Partito democratico campano protestano per essere stati esclusi dalle deroghe. Andrea Cozzolino: “È mancato il coraggio e la generosità. Siamo di fronte a liste troppo chiuse”.
Sono state presentate ieri le candidature per tutti e cinque i collegi campani per le primarie pd. Saranno 31 i candidati a Napoli e provincia: candidati tra cui, oltre ai parlamentari uscenti, spiccano i consiglieri regionali Antonio Amato e Giuseppe Russo. Non mancano donne di primo piano come Teresa Armato, Luisa Bossa e Anna Maria Carloni. Spiccano, poi, i nomi di Michele Caiazzo, Vincenzo Cuomo, l’ex sindaco di Portici, e Mario Iervolino, ex sindaco di Ottaviano Di seguito i nomi della lista: Amato Antonio, Borriello Antonio, Cacciola Ciro, Caiazzo Michele, Cuomo Vincenzo, Gaudino Geremia, Iervolino Mario, Impegno Leonardo, Lanza Mario, Manfredi Massimiliano, Mazzei Alfredo, Paolucci Massimo, Piccolo Giorgio, Piccolo Salvatore, Russo Giuseppe, Sollo Pasquale, Milo Regina, Armato Teresa, Bossa Luisa, Carloni Annamaria, D’angelo Angela, Durazzo Amalia, Fiore Anna, Gambardella Elisabetta, Liguori Maria Rosaria, Palma Giovanna, Quarto Maria Concetta, Rostan Michela, Speranza Gerardina, Tartaglione Assunta, Valente Valeria.
Le scelte del Pd, però, hanno creato qualche malcontento. I sindaci napoletani protestano, infatti, per essere stati esclusi dalle deroghe. Dura è stata la presa di posizione del sindaco di san Sebastiano al Vesuvio, Pino Capasso, e di altri dodici sindaci del Partito democratico campano( Giuseppe Cirillo, Vincenzo Strazzullo, Domenico Giorgiano, Salvatore Sannino, Francesco Regine, Francesco Russo, Antonio Zeno, Carlo Esposito, Leo Annunziata, Venanzio Carpentieri, Luca Mascolo e Angelo Guadagno), che hanno preparato un documento durissimo nel quale rivendicano il loro ruolo e lamentano una scarsissima attenzione del partito verso chi lavora nei territori. Ecco il testo del documento: "I Sindaci del Partito Democratico esprimono il più vivo disappunto per la loro esclusione dalle primarie per la scelta dei candidati al Parlamento. Dalla temuta affermazione del Partito dei Sindaci degli anni 90 si è giunti oggi alla loro discriminazione da una competizione democratica.
"La stessa motivazione addotta del Comitato Nazionale per le deroghe, e cioè la generalizzata esigenza di garantire la continuità amministrativa, di fatto esclude i Sindaci da ogni selezione presente e futura, generando una improvvida disaffezione verso un ruolo istituzionale che semmai andrebbe considerato propedeutico per l’approdo ai livelli sovraordinati. E’ evidente l’intento protezionistico del regolamento adottato dalla Direzione Nazionale lunedì scorso, che di fatto sottrae al popolo delle primarie la possibilità di scegliersi i candidati più prossimi e per questo più graditi, alterando così lo spirito stesso delle consultazioni. Cosicchè Il prossimo Parlamento vedrà una modesta rappresentanza dei Sindaci del Partito Democratico -che hanno avuto l’opportunità e la fortuna di dimettersi in tempo utile – proprio quando gli enti locali sono costretti a subire provvedimenti legislativi strabici che mortificano le Autonomie locali e trasformano i Sindaci in gabellieri dello Stato.
"Eppure la Campania ed in particolare la Provincia di Napoli, in controtendenza con le altre Regioni aveva avanzato un numero di deroghe pari al 2% dei Sindaci ed a meno dell’1% della popolazione amministrata. In tal senso è apparsa sproporzionata la deroga concessa ai soli Consiglieri Regionali, mentre evidenti ragioni di opportunità inducevano ad una auspicabile promiscuità dei livelli istituzionali. Chiediamo all’Assemblea di approvare questo documento ed inviarlo alla Direzione Nazionale per esprimersi sulle considerazioni fin qui svolte, al fine di preservare e valorizzare l’attività dei Sindaci, apprezzati dalle Comunità amministrate ma troppo spesso ignorati dal Partito di appartenenza".
Alla protesta dei sindaci sia associa anche l’eurodeputato pd, Andrea Cozzolino, che, sul suo profilo Fb , scrive: “A Napoli e in Campania si poteva fare di più e meglio per la selezione delle candidature da inserire nelle liste alle primarie del Pd per la scelta dei parlamentari. È mancato il coraggio e la generosità. Siamo di fronte a liste troppo chiuse. Hanno ragione i sindaci, occorreva una maggiore apertura a forze radicate e rappresentative dell’area metropolitana ed espressione del territorio provinciale. Per quanto mi riguarda sosterrò tutte quelle candidature che esprimono innovazione, rappresentatività, collegamento vero col territorio e col mondo del lavoro”.
(Fonte Foto: Rete Internet)

