Mentre la Fiom stila l’agenda per il rientro nelle fabbriche del gruppo i sindacati firmatari dell’accordo Panda commentano la stretta di mano tra il direttore della fabbrica di Pomigliano e il massimo esponente della Chiesa locale.
I metalmeccanici della Cgil hanno stilato l’agenda che porterà al loro rientro nella Fiat. Nella mattinata di lunedì 9 settembre i vertici del sindacato guidato da Maurizio Landini si incontreranno a Roma con il collegio legale per capire i risvolti e le conseguenze giuridiche dell’iter finalizzato al ritorno nel gruppo.
Nel pomeriggio dello stesso lunedì Landini incontrerà poi le strutture dirigenti regionali della Fiom. Infine, l’assemblea nazionale dei delegati Fiat, sempre nella sede romana del sindacato. Nel frattempo sta stimolando il dibattito la pace ritrovata tra il vescovo di Nola e la Fiat. “L’incontro con il vescovo è un segnale per costruire un clima positivo nel territori – commenta Giuseppe Terracciano, segretario della Fim di Napoli – si chiude definitivamente il capitolo, essendo il gesto altamente simbolico e significativo della volontà pacificatrice dell’alto prelato e con esso la lungimiranza della Fiat che ha avuto il coraggio di investire in un territorio complesso come Pomigliano. Ora la parola – l’appello di Terracciano – passa alle istituzioni”.
“E’ stato l’incontro tra due mondi, quello della Fiat e quello della Chiesa, che fanno della responsabilità il loro faro”, aggiunge Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic. Parole concilianti anche da Giovanni Sgambati, il segretario generale della Uilm che durante la polemica di luglio criticò il vescovo. “Ho apprezzato molto le considerazioni di Depalma durante la sua visita a Pomigliano – ha detto Sgambati – l’auspicio di risolvere il problema della cassa integrazione lo si può concretizzare con la concordia e la responsabilità”.

