Alla presenza del Sindaco e delle Autorità Militari, lo scorso 7 novembre ad Ottaviano, si è reso omaggio al Dott. Mimmo Beneventano, ucciso dalla camorra perchè chiedeva rispetto per l’Ambiente e la Legalità. LE FOTO
Sono le 19 del 7 novembre 2014, e ad Ottaviano si rende omaggio alla memoria di Mimmo Beneventano.
Sono passati 34 anni da quando, nella stessa strada che oggi porta il suo nome, il Dott. Domenico Beneventano fu brutalmente assassinato da un killer di camorra. La sua “colpa” fu quella di opporsi in consiglio comunale, dove sedeva dal 1975 nelle file del PCI, al saccheggio del territorio e delle pubbliche risorse. Appalti e cemento, questi erano i temi contro cui si scagliava ed è forse proprio in quel consiglio che erano presenti coloro che hanno beneficiato della sua morte anche se nessuna sentenza è stata in grado di condannare almeno gli esecutori, figuriamoci accendere i riflettori sui mandanti. Temi che a distanza di trent’anni sono ancora attuali in Italia sia sul piano giudiziario che su quello politico-economico.
Come da tradizione consolidata, la manifestazione è stata seguita da pochi intimi, fra cui molti giovani nati parecchi anni dopo l’omicidio. La sorella Rosalba, presidente della Fondazione Mimmo Beneventano, ha portato i saluti della famiglia e ha ricordato le borse di studio consegnate la mattina a studenti delle scuole di Ottaviano, di cui ha letto i contributi.
Il dott. Bernardo Franzese, compagno di studi, di vita e di militanza politica di Mimmo Beneventano, ha letto alcune poesie del giovane medico scritte al ritorno dei viaggi che lo portavano in giro per l’Italia a soccorrere le persone vittime di calamità come nel Belice dopo il terremoto e a Firenze a seguito dell’alluvione.
Ha chiuso gli interventi il sindaco di Ottaviano, l’Avv. Luca Capasso, che ha ricordato le incomprensioni con la famiglia Beneventano sorte la scorsa estate in merito all’intitolazione della sala consiliare, che inizialmente si pensava di dedicare alle due vittime di camorra Ottavianese: Beneventano e Cappuccio, poi risolte con la dedica della sala all’Avv. Pasquale Cappuccio.
Il sindaco ha preso però un impegno solenne: >“A Mimmo sarà dedicata una sala del Castello Mediceo appena saranno terminati i lavori di ristrutturazione e la struttura tornerà al comune, non andrò via prima di aver portato a termine questa missione.”
I partecipanti sono stati invitati poi a recarsi al vicino auditorium della scuola Regina Margherita dove il Dott. Eduardo Ammendola insieme alla Fondazione Mimmo Beneventano ha presentato lo spettacolo Tentata Memoria, finalista al premio Antonio Landieri -Teatro Impegno Civile 2014.
Il pubblico ha riempito la grande sala, peccato che dall’Amministrazione Comunale non sia intervenuto nessuno, fatta esclusione per il consigliere Dott. Felice Picariello che ha fatto la staffetta con il sindaco, anche perchè nella Sala Consiliare “Pasquale Capuccio” era in corso un importante evento storico culturale.
Lo spettacolo messo su dal Dott. Ammendola e dal regista Nicola Laieta, racconta con le parole dei bambini la tragedia che ha visto protagonisti Pasquale Cappuccio prima e Mimmo Beneventano dopo, massacrati da assassini senza volto, e del sig. Raffaele La Pietra, all’epoca segretario del PCI cittadino, ferito da sette colpi d’arma da fuoco e miracolosamente sopravvissuto, oggi vive in una città del nord. Torna ad Ottaviano raramente e solo per far visita alla famiglia.
La platea è rimasta come ipnotizzata dal susseguirsi degli eventi rappresentati dal medico-attore.
Ha chiuso la serata il giovane Felice Cutolo che ha suonato la Zampogna uno strumento tradizionale delle regioni interne a cavallo dell’Appennino Campano meridionale, ma anche usato fra le genti del Somma-Vesuvio. E sulle note di un’emozionante melodia, è stato congedato il pubblico.

