Alla vigilia del consiglio comunale che si terrà a San Gennarello, intervista al presidente dell’assemblea degli eletti: “Lo sviluppo della collettività appartiene a tutti”.
Torna a riunirsi il consiglio comunale di Ottaviano. Giovedì 5 settembre alle 18 appuntamento presso la sala parrocchiale della chiesa di San Gennarello. Saranno istituite le commissioni consiliari permanenti e quella speciale per la modifica dello statuto comunale. Saranno, inoltre, approvate le linee programmatiche di mandato della nuova amministrazione per il quinquennio 2013-2018. Per l’occasione, intervista al presidente del parlamentino locale, Biagio Simonetti.
È passato molto tempo, ora può dirlo: si aspettava la vittoria larga di Capasso?
«Dopo la presentazione delle liste, dalla lettura dei nomi contenuti nelle liste, ero certo di una vittoria al primo turno. Anche il programma innovativo che abbiamo sottoposto agli elettori è stato recepito. Abbiamo parlato il linguaggio della verità e della responsabilità. Ho avuto la piacevole conferma che i calcoli che gli amici della coalizione e Luca Capasso ipotizzavamo erano veritieri».
Con l’inizio della consiliatura si chiude una stagione, quella del centrosinistra. Lei è stato tra i banchi di opposizione, ora presiede il consiglio comunale: quanto si sente il peso della responsabilità del ruolo, soprattutto dopo un percorso come il suo?
«Il mio percorso parte dall’anno 2000 quando sono stato eletto per la prima volta consigliere comunale. Sono stato rieletto nel 2004 e nel 2009, ed ho rivestito sempre il ruolo di consigliere di minoranza. Pur tuttavia, ho sempre pensato e cercato di contribuire con le mie idee a percorsi che potessero essere di sviluppo per il Comune senza pensare al colore politico.
Lo sviluppo della collettività appartiene a tutti e proprio perché lo ritengo un principio cardine dell’impegno politico mi sono sempre mosso in tal senso. Sento davvero il peso del ruolo che occupo, un po’ anche mi dispiace a dire il vero perchè non posso partecipare attivamente al dibattito ed al confronto politico. Il ruolo del presidente del civico consesso deve infatti restare al di fuori dell’agone politico per evitare che possa venir meno quella funzione di imparzialità che è propria della figura e che negli anni passati invece è stata mortificata».
Nell’era dei sindaci tuttofare (anche a causa delle leggi che favoriscono l’accentramento dei poteri), il ruolo del consigliere comunale rischia di essere svilito. Come prevede di recuperare la centralità dell’assemblea degli eletti?
«Come ho già detto dopo la mia elezione, cercherò di valorizzare al massimo il ruolo dei consiglieri comunali. Importante è infatti il ruolo delle commissioni consiliari che dovranno contribuire attivamente alla realizzazione del programma politico che l’amministrazione intende realizzare».
Cosa si aspetta dall’opposizione? Prevede toni duri o soft?
«Dall’opposizione, o meglio ancora, come mi sono sempre definito e come la definisco, minoranza, mi aspetto collaborazione, spunti critici, mai demagogici. Un punto però dovrà essere chiaro. Mai ci dovrà essere commistione tra i ruoli di consigliere di maggioranza e minoranza, ognuno dovrà svolgere il proprio ruolo, mai si dovrà aprire la campagna acquisti di consiglieri. Ognuno dovrà svolgere il ruolo per il quale ha ricevuto mandato».
(Fonte foto: Facebook)

