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Settembre è tempo di ricominciare

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Al via il nuovo anno scolastico. Ma sul tavolo ci sono ancora troppe carte da scoprire.

I motori si stanno riscaldando nell’attesa della prima campanella che sancirà l’avvio dell’anno scolastico 2013/2014. È un rituale ormai consolidato che si ripete identico da sempre. Mentre gli ultimi ombrelloni neghittosamente si chiudono in un assolato settembre che ha ancora l’odore salmastro di una estate ben lungi dal finire, la macchina della scuola è pronta al warm-up per scendere in pista e riaprire i cancelli alle centinaia di migliaia di studenti di ogni ordine e grado.

La bella stagione è scivolata via tra le ansie dei docenti che sono stati alle prese con le ultime prove del concorso e le iscrizioni ai Pas speciali che proprio in questi giorni chiudono le iscrizioni e l’amarezza di chi nemmeno quest’anno è riuscito a diventare docente a tempo indeterminato. Per pochi fortunati, 11268 docenti a fronte di oltre duecentomila precari, hanno sfidato il caldo agostano per ricevere la tanto sospirata immissione in ruolo. Un numero bassissimo che sconforta e sconcerta e che è addirittura inferiore a quello promesso dalla allora ministro Gelmini. Non possiamo certo essere contenti. Migliaia di cattedre resteranno vuote. Migliaia di alunni cominceranno l’anno scolastico senza un insegnante in classe e dovranno aspettare che i vari provveditorati nominino personale a tempo determinato.

Anche questo è un déjà vu del quale purtroppo abbiamo già parlato troppe e troppe volte sulle pagine di questo giornale. Come è realmente piccolo il contingente destinato al ruolo per il personale ATA. Numeri da sconforto. Nel frattempo, si bandiscono nuovi concorsi o nuove procedure abilitanti che creano ancor più arzigogolata la situazione del precariato. Tra concorso del 1990, si ci sono ancora docenti da assumere da quel concorso!, quello del 1999, le SISS, le graduatorie ad esaurimento, quelle aggiuntive di quarta fascia, il concorso docenti, il TFA normale e quello speciale non ci si raccapezza più. Mi ha colpito la storia di una docente, Lia Bassetti di Grosseto, che ha avuto la nomina in ruolo all’età di 62 anni. Ha rifiutato. Con signorilità o forse perché esausta.

Stanca di un andirivieni infinito di supplenze, ben trentasei anni di precariato, e di un interminabile ricominciare da scuola a scuola, da paese a paese. La docente, inoltre, è un’altra vittima della riforma Fornero. Doveva essere già in pensione. Come dovevano essere in pensione i tantissimi colleghi della famigerata quota 96. Un piccolo esercito di insegnati che era all’ultimo cancello dell’attività lavorativa e che per colpa alla riforma pensionistica è stato costretto a restare in servizio. Una vera e propria sorta di “esodati” della scuola. Ma a settembre sul tavolo ci saranno anche altre questioni. Ci sarà da risolvere il problema dei docenti inidonei. Più di cinquemila insegnanti che il governo sta pensando forzosamente di far passare sul personale ATA.

E si dovrà affrontare il problema degli organici, da quello delle cattedre di sostegno a quello funzionale. Tutto questo, mentre entra a regime, senza alcuna sperimentazione e senza che il governo abbia provveduto a fornire alle scuole le apparecchiature necessarie!, la completa de materializzazione di registri di classe, dei docenti e delle pagelle. Sicuramente una grande sfida. Ma essa, come sempre, dovrà essere affrontata dalle singole scuole con mezzi e capacità proprie, senza oneri a carico dello Stato. In edifici scolastici che spesso non hanno nemmeno una rete Lan funzionante. Figuriamoci il Wi-fi, i tablet e il cablaggio. Infine, si dovrà parlare di contratto in un momento in cui gli stipendi della pubblica amministrazione sono stati bloccati. Il ministro Carrozza appare fiduciosa.

Noi lo siamo un po’ meno. L’orizzonte di questo strano e composito governo è tremolante come le onde di un mare in tempesta. Ma adesso e il momento di lucidare la campanella e rimettere i banchi a posto. La scuola sta per ricominciare e il sipario per levarsi. Silenzio e buon anno a tutti.
(Fonte foto: Rete Internet)

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