Troppi morti per tumore, uno scempio al quale Acerra sarebbe stata condannata dai “signori della morte”: questa la denuncia di Monsignor Di Donna, che si è opposto, come il sindaco Lettieri, al trasferimento delle ecoballe di Eboli all’inceneritore.
“No al trasferimento delle ecoballe di Coda di Volpe all’impianto di incenerimento di Acerra”. Un grido unanime quello del sindaco e del vescovo d Acerra, preoccupati per l’alta incidenza di malattie tumorali in città. Una preoccupazione condivisa dagli abitanti della città dell’inceneritore, che in diverse occasioni hanno fatto sentire la propria voce.
“La mia comunità ha ragione a protestare perchè, allo stato, manca ogni garanzia riguardo agli effetti sulla combustione di queste “ecoballe”. Tutto ciò – ha dichiarato recentemente il sindaco Lettieri – accade inoltre in una fase durante la quale è in corso il procedimento di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale per l’impianto di incenerimento. In realtà, la prima vera autorizzazione, ha proseguito il primocittadino, tenuto conto che quella precedente è stata rilasciata con una legge del Parlamento, esautorando questo Comune e i portatori di interessi legittimi, a partire dai comitati ambientalisti. E tutto ciò accade mentre questa città ritorna prepotentemente agli onori della cronaca nazionale per l’altissima incidenza di malattie tumorali senza che le istituzioni sanitarie deputate siano in grado di tranquillizzare definitivamente con i loro dati scientifici questa comunità.
Per cultura politica sono abituato a privilegiare il confronto istituzionale ed il rispetto tra Enti, per questo ho chiesto al Prefetto di convocare un incontro urgente con la Regione ed una rappresentanza dei cittadini, ma nessuno si illuda che questa moderazione sia sinonimo acquiescenza”.
E’ per questo dunque che il sindaco ha immediatamente chiesto e sollecitato la Prefettura di Napoli per ottenere un incontro tra Comune, Regione Campania, e rappresentanti della cittadinanza acerrana per affrontare la questione con urgenza.
Sulla stessa lunghezza d’onda il vescovo Di Donna: “Ho il timore che Acerra sia vittima di un disegno più grande, e che la popolazione sia destinata a diventare ‘scarto’ perchè i signori della distruzione del creato e della morte così hanno deciso”, ha dichiarato il prelato, che ha inoltre lanciato un appello alle istituzioni a non bruciare nell’inceneritore di Acerra le ecoballe provenienti dal sito di stoccaggio di Eboli (Salerno) e di ascoltare la gente.
“Condivido le preoccupazioni di queste mamme e dei loro figli – ha precisato il vescovo – perchè ogni famiglia ad Acerra vive il dramma di un malato di cancro”. Alla Regione, Di Donna ha chiesto di “dialogare con il popolo, evitando di far cadere su Acerra il peso del problema rifiuti di tutta la Campania, e di dare finalmente le garanzie giuste per il risanamento del territorio”. Quindi l’appello al governatore Caldoro ed al Prefetto di Napoli a “sospendere l’arrivo delle ecoballe da Eboli e a dialogare con la gente”.


