Capodanno innevato a San Giuseppe Vesuviano. Dopo lo stupore iniziale, gli abitanti hanno dovuto fare i conti con svariati disagi, in primis quelli legati alla viabilità. FOTOGALLERY
I primi fiocchi di neve a San Giuseppe Vesuviano, sono caduti nella notte fra il 30 e il 31 dicembre. Già verso le due di notte sui social venivano postate foto di buontemponi che, emozionati per l’insolito spettacolo, si lanciavano palle di neve in strada, causando disagi al transito delle auto.
Tutti hanno pensato inizialmente ad un fenomeno passeggero della durata di pochi minuti.
La sorpresa, invece, è toccata a chi si è mosso alle prime luci dell’alba. Un manto di neve compatto copriva tutte le strade e più passavano le auto, più tale strato diveniva duro, trasformandosi in una lastra di ghiaccio liscia come vetro.
Da subito sono emerse tutte le criticità della viabilità alle falde del Vesuvio. Nessun veicolo privato era dotato di pneumatici invernali in grado di attenuare i pericoli della guida sul ghiaccio. Come se non bastasse, nessun veicolo di soccorso è stato messo in campo dall’ANAS nonostante si fossero creati ingorghi, a causa di veicoli finiti di traverso sul tratto Somma Vesuviana – Poggiomarino. Qui una lunga colonna di veicoli era ferma in direzione Ottaviano già dalle 8 del mattino. Situazione ancora peggiore per il traffico cittadino, messo a dura prova dalle ripide salite presenti in diverse strade.
Il Comune di Ottaviano ha cercato di tamponare il problema chiudendo alcune strade come Via Vecchia Sarno e Via FF.SS. Ciò ha creato la totale paralisi del traffico su Via S. Leonardo. A San Giuseppe Vesuviano non si è visto nessun veicolo della Polizia Locale nella zona alta, quella più colpita dalla neve, anche perchè nessuna delle auto dei Vigili è dotata di gomme termiche.
Nei pochi veicoli in transito si vedevano uomini dallo sguardo preoccupato e ragazzine tutte eccitate dallo strano fenomeno delle gomme che slittavano.
Dai gommisti ancora chiusi si sono fatte code di automobilisti con pneumatici bloccati perchè finiti contro i marciapiedi e altri che cercavano di sostituire le gomme estive con quelle invernali. Operazione inutile, i troppi veicoli sprovvisti avevano già bloccato tutte le arterie principali.
Dopo qualche ora anche i più coraggiosi hanno desistito e il traffico si è totalmente paralizzato.
Verso le 12 il Comune di San Giuseppe Vesuviano ha diramato un bollettino sul sito Web del Comune che vietava l’uso di auto private prive di catene o gomme termiche. Esonerati dal divieto solo i mezzi di soccorso. In contemporanea veniva diffuso un altro bollettino che indicava una serie di numeri telefonici a cui fare riferimento in caso di emergenza oltre a quello dei Vigili Urbani, peccato che rispondevano solo i VV.UU ma non avevano indicazioni sul da farsi. Poco dopo mezzogiorno, tuttavia, la situazione ha cominciato a normalizzarsi, grazie all’innalzamento della temperatura.
Solo dopo pranzo, verso le 15, un veicolo speciale ha sparso sale su circa 20 km di strade urbane. Sull’argomento l’assessore alle Attività Produttive Ing. Luigi Miranda dichiara: “Quello appena trascorso è stato un evento eccezionale, non si verificava dal 1985, abbiamo fatto una corsa incredibile per cercare di tamponare le falle del sistema. Va precisato che non siamo in una zona a rischio neve”.
Per fortuna il tempo ha tenuto e le previste perturbazioni per la notte del 31 e per il giorno 1 gennaio non ci sono state.
Restano le polemiche. E’ vero che non siamo in zona a rischio neve ma nessuno dei veicoli del Comune è dotato di gomme termiche e così anche l’ambulanza del 118 a Via Macello e molto probabilmente anche le auto di Polizia e Carabinieri. Non si hanno notizie dei grossi veicoli della Protezione Civile assegnati al Comune di San Giuseppe Vesuviano, auto in grado di affrontare ogni asperità e che avrebbero permesso di affrontare l’emergenza con un altro passo.
E’ mancata una politica di prevenzione che coinvolga i cittadini nella gestione delle emergenze, l’uso di gomme termiche è una precauzione indispensabile nei mesi invernali, non solo nei territori a rischio neve. Anche se diventa difficile affrontare tale tema quando grosse percentuali delle auto in circolazione sulle strade urbane avrebbe seri problemi a superare la revisione periodica.
E’ mancata una centrale operativa efficiente, già alle nove del mattino il centralino della Polizia Locale di Piazza Elena D’Aosta era sotto pressione e chi rispondeva al telefono dichiarava: “In questo momento sono tutti fuori, non possiamo intervenire, appena ci daranno direttive vi informeremo. E’ prevista una riunione per mezzogiorno:”Proprio in quel momento saltava un contatore dell’acqua in Via Vialonga creando uno zampillo che appena a terra gelava formando un ulteriore pericolo per i veicoli in transito”.
Il rischio più grosso lo hanno corso i malati gravi, quelli affetti da patologie serie che vivono in casa e possono essere esposti a gravi crisi e la differenza fra la vita e la morte la fa il tempo in cui riescono a raggiungere un pronto soccorso attrezzato. Se tutto questo fosse accaduto durante la mattinata del 31 gennaio, sarebbe servito solo l’elicottero. Con la SS 268 priva di corsie di emergenza e le principali arterie bloccate da veicoli di traverso, non c’erano alternative.
Unica parentesi positiva in tutto questo caos sono stati dipendenti del Consorzio Gema, che nonostante il ghiaccio sulle strade e le temperature polari, hanno portato a termine il loro quotidiano servizio che prevedeva la raccolta dell’umido. Hanno preso servizio come al solito alle cinque del mattino, si sono trovati a dover fronteggiare da subito la tempesta siberiana caduta sulle strade cittadine, ma non si sono tirati indietro. Nonostante uno di loro si sia leggermente ferito a causa del ghiaccio, il servizio è stato completato e il paese si è presentato all’ultimo dell’anno pulito. Sull’argomento il presidente del Consorzio GEMA, Alfonso Zito, dichiara:” Il servizio è stato portato a termine come da programma, i miei collaboratori sono uno dei migliori gruppi che coordino, hanno fatto uno splendido lavoro nonostante i nostri mezzi siano sprovvisti di pneumatici invernali, il mio pensiero va all’operatore restato leggermente contuso mentre operava su uno dei mezzi.”
Trarremo insegnamento da questa esperienza, si chiedono alcuni? Ci sono forti dubbi, San Giuseppe Vesuviano ha quasi l’intero patrimonio abitativo abusivo i cui tetti sono dritti e non obliqui come si costruivano un tempo alle falde del Vesuvio, non oso pensare a cosa accadrebbe in caso di un’ eruzione di cenere e lapilli in queste zone.
Unica consolazione in una giornata di caos, il ragazzino che si è costruito un piccolo pupazzo di neve e lo ha fotografato per condividerlo in rete con i suoi amici.

