L’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, organizza per il 9 maggio un tavolo a palazzo Santa Lucia. Invitate Legacoop, Coop Italia e Unicoop.
Dopo l’annuncio di Unicoop Tirreno rischia di chiudere per sempre i battenti il primo ipermercato della Coop in provincia di Napoli. Ieri la cooperativa livornese ha comunicato l’avvio della procedura di mobilità per 250 lavoratori, 225 dei quali sono stati concentrati nell’iper di Afragola. Intanto l’assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, tenta una prima risposta e convoca per il prossimo 9 maggio, a palazzo Santa Lucia, praticamente tutti gli attori principali di questo ennesimo focolaio di crisi: la Lega delle Cooperative, Coop Italia, l’Ancc ( Associazione nazionale delle cooperative di consumo ) e, ovviamente, l’Uniccop.
Incerta però appare già in queste ore la partecipazione al vertice istituzionale della cooperativa di Vignale Riotorto, dal cui quartier generale per il momento non trapela nulla visto che da qui è stato appena annunciato il silenzio stampa. “ Non possiamo permetterci un’ulteriore emorragia di posti di lavoro – commenta però l’assessore Nappi – sarà necessario agire in fretta per scongiurare la chiusura di Afragola e, più in generale, il progressivo smantellamento della grande distribuzione ”. La giunta regionale scende dunque in campo nel tentativo di invertire la rotta negativa presa ormai da tempo dalla grande distribuzione commerciale campana, sempre più sull’orlo del baratro.
A dicembre una delle soluzioni allo studio dell’esecutivo Caldoro era stata la moratoria sul rilascio delle autorizzazioni per nuovi centri commerciali. In Campania sono attualmente attivi 99 Centri commerciali (di cui 42 nella provincia di Napoli, 23 nella provincia di Salerno, 17 nella provincia di Caserta, 10 nella provincia di Avellino e 7 nella provincia di Benevento). Il settore nel 2011 ha dato lavoro a 338mila persone, pari al 21.8 per cento del totale degli occupati della Regione. Nel frattempo si stanno registrando tonfi ovunque. L’emergenza del momento è comunque Afragola. Si teme che tutto il centro commerciale Le Porte di Napoli, nel quale è ubicato l’Ipercoop, possa essere trascinato nel gorgo della chiusura una volta dismesso l’ipermercato.
Esattamente come è già accaduto due anni fa al centro commerciale Carrefour di Casoria, lo storico Euromercato, primo iper della Campania, datato 1978. Una struttura enorme ormai preda dei vandali. “ Chiederemo il coinvolgimento delle istituzioni locali – preannuncia Luana Di Tuoro, della segreteria regionale Filcams-Cgil – per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti. Siamo sempre più preoccupati dalla desertificazione del territorio: tanti marchi stanno andando via ”. Domani pomeriggio, alle 15 e 30, riunione di tutti i sindacati nella sede della Filcams-Cgil di Napoli, a piazza Garibaldi. Probabilmente l’assemblea dei lavoratori si terrà ad Afragola tra sabato e lunedi. C’è molta rabbia tra gli addetti Ipercoop.
Nella procedura di mobilità non sono specificati i criteri di selezione del personale da tagliare. Unicoop ha indicato le mansioni degli organici da espellere. Per quanto riguarda Afragola gli esuberi sono 225 su 226 dipendenti. Qui si è salvato solo il direttore dell’ipermercato. I 18 esuberi dell’iper di Avellino sono stati individuati tra gli addetti alle vendite ( 14 ), i responsabili merci ( 2 ) e i dipendenti merci ( 2 ). A Quarto sono invece da tagliare 2 responsabili di settore e 3 specialisti mentre nel supermercato di Napoli Arenaccia sono stati individuati 2 quadri. Duro il sindacato Usb: “ Non vorremmo che gli esuberi individuati nelle altre unità produttive fossero un modo per eliminare i lavoratori più attivi sul fronte sindacale, cioè quelli che in questi mesi hanno prodotto le iniziative che hanno allontanato un gruppo privato dall’acquisizione di Ipercoop Campania ”.

