Mentre la festa dei Gigli entra nel vivo, le statue nolane prendono la parola per protestare contro il degrado ambientali. E’ la singolare protesta di un gruppo di cittadini, che spera di attirare l’attenzione delle istituzioni e della città.
E’ stato il semplice gesto di un gruppo di persone, non di ambientalisti, che non ne può più di vivere in un contesto di degrado ambientale senza limiti "Nola come Seveso" perché il tipo di diossine presenti sul territorio nolano è uguale a quello ritrovato a Seveso dopo il grave incidente avvenuto il 10 luglio 1976 nell’azienda ICMESA di Meda. L’incidente provocò la fuoriuscita di una nube di diossina del tipo TCDD, una tra le sostanze tossiche più pericolose. Nola non è certamente un centro industriale, in compenso non ci facciamo mancare sversamenti illegali di rifiuti urbani, speciali, pericolosi e tossici e i quotidiani roghi tossici.
"Più diossina, più tu muori" perché non esiste un registro tumori ufficiale ma basta stare a contatto con le persone della zona per rendersi conto che i malati di tumore e cancro aumentano in maniera esponenziale di anno in anno "Rifiuti Zero" perché è questa l’ultima speranza che ci rimane. Bisogna puntare al riciclo totale sul modello del progetto "rifiuti zero" adottato dal comune di San Francisco. Sembrava un sogno, qualcosa di irrealizzabile, ma dopo pochi anni a San Francisco si è arrivati a cifre incredibili, il 77%. Abbiamo deciso di farlo in questo modo e in questo periodo perché proprio in questi giorni a Nola si svolge l’annuale festa patronale dei Gigli e tutte le persone si riversano per strada.
Volevamo far sentire a tutti che abbiamo un emergenza vera e forte ma le istituzioni locali sembrano completamente disinteressarsene.
(Fonte Foto: i promotori della protesta)

