Vertice a palazzo Santa Lucia, dall’assessore Nappi, con le Coop che vogliono chiudere e licenziare. I sindacati annunciano cessioni e ridimensionamenti nel gruppo Auchan. Ieri la protesta dei 160 addetti ex Carrefour. Per loro la cig è ormai finita.
La chiusura annunciata dell’Ipercoop di Afragola: l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, ieri ha chiamato a palazzo Santa Lucia i vertici nazionali delle cooperative, l’Ancc, l’associazione nazionale delle cooperative della grande distribuzione, e Unicoop Tirreno.
L’incontro è durato poco più di due d’ore, dalle 16 e trenta alle 19. E stamattina, intanto, esame congiunto tra Unicoop Tirreno e sindacati, nella sede dell’Ipercoop Campania di Afragola, per trovare o meno un accordo sui 250 licenziamenti annunciati e sulla contestuale chiusura dell’ipermercato di Afragola, il primo della Coop in provincia di Napoli, datato 1999. Prevista una manifestazione dei lavoratori all’esterno dell’impianto, ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli. La grande distribuzione è sempre più in difficoltà, in particolare nell’hinterland napoletano.
Doccia fredda, infatti, anche per i 130 lavoratori dell’Auchan di Volla, la struttura della multinazionale francese collocata nel centro commerciale Le Ginestre: l’ipermercato sarà ceduto a un’altra azienda, la Pac 2000 del gruppo Conad, che ne disporrà il ridimensionamento dagli attuali 8000 metri quadrati a 3000 metri quadrati. Per cui i sindacati sono in ambasce. "Il ridimensionamento creerà almeno 70 esuberi", spiega, tono sconfortato, Luana Di Tuoro, della segreteria regionale Filcams Cgil. I timori delle parti sociali puntano pure sul fatto che “il marchio d’Oltralpe ha sempre garantito solidità finanziaria, prodotto di qualità, servizi ottimali e sostanziale rispetto del contratto nazionale di lavoro” e “che per questo motivo rischiare di rinunciare a standard così elevati sarebbe peraltro deleterio per tutto il tessuto economico locale”.
Ma l’allarme rosso nella grande distribuzione napoletana in questo momento punta soprattutto su ex Carrefour e Ipercoop Campania. Per i 160 lavoratori dello storico Euromercato di Casoria, chiuso da quasi tre anni dopo una discussa cessione a una piccola azienda, questa fase è una corsa contro il tempo. Il 31 maggio prossimo scadrà definitivamente la cassa integrazione. Ma gli addetti rivendicano una deroga e per questo motivo ieri hanno manifestato davanti alla sede Rai di Napoli. Ieri però è sceso in campo l’assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi, chiamato in causa la scorsa settimana, per la vertenza Ipercoop, dall’Usb, l’Unione dei sindacati di base. Nappi si è incontrato nel suo ufficio di palazzo Santa Lucia con Enrico Migliavacca, vice presidente nazionale dell’Ancc-Coop, e con Raffaele Giannelli, responsabile delle relazioni sindacali di Unicoop.
“La vicenda Ipercoop Campania – fa sapere l’assessore regionale – per noi è importante e significativa per cui ne monitoreremo l’andamento. Ho spiegato alle Coop che il nostro obiettivo – conclude Nappi – è la salvaguardia delle attività operanti in Campania”. La toscana Unicoop Tirreno ha annunciato il 24 aprile scorso l’avvio della procedura di licenziamento per 250 lavoratori. Tagli concentrati nell’ipermercato di Afragola, ubicato nel centro commerciale Le Porte di Napoli. L’impianto, stando ai numeri, dovrà chiudere. I tagli, 250 sui 662 addetti complessivi di Ipercoop Campania, sono stati ripartiti così: nell’ipermercato di Afragola 225 licenziamenti sui 226 dipendenti, 18 in quello di Avellino (162 addetti), 5 nell’iper di Quarto (167 addetti) e 2 nel supermercato di Napoli-Arenaccia (57 addetti).
Nessun esubero nel supermercato di Santa Maria Capua Vetere, dove lavorano 45 persone. Dunque è sul punto di chiudere l’ipermercato di Afragola, situato a pochi passi da Acerra e da Casalnuovo e a pochi chilometri da Pomigliano, in un’area molto popolata e ben servita da strade e superstrade. Condizioni favorevoli che però non sono bastate. La procedura di licenziamento prevede il confronto sindacale in azienda entro il 7 giugno e il faccia a faccia alla Regione, in caso di mancato accordo tra le parti, entro il 7 luglio. Subito dopo, sempre in caso di mancato accordo, Unicoop potrà procedere unilateralmente con la chiusura di Afragola e la contemporanea trasmissione delle lettere di licenziamento.

