Contro i licenziamenti ieri manifestazione nella sede centrale di Vignale degli addetti Ipercoop di Afragola, Quarto, Avellino e Arenaccia. Bloccato l’Ipercoop di Livorno, che ha dovuto abbassare le saracinesche.
Cinquecento chilometri in pullman per andare a bloccare l’Ipercoop di Livorno, a poca distanza dalla sede centrale della cooperativa che vuole andare via dalla Campania. Ieri pomeriggio, alle cinque, i lavoratori degli Ipercoop campani hanno voluto manifestare così la loro rabbia contro i licenziamenti nel Mezzogiorno, paralizzando il più importante degli ipermercati della coop livornese.
L’occupazione del grande negozio ubicato nella città toscana è avvenuta senza particolari traumi, grazie alla solidarietà manifestata da molti lavoratori della struttura, in gran parte aderenti al sindacato di base Usb, l’organizzazione più dura verso le aziende della grande distribuzione e non solo. Prima del blocco dell’Ipercoop di Livorno c’era stata la manifestazione davanti al quartier generale della Unicoop, a Vignale Riotorto, una ventina di chilometri da Livorno. Qui, a mezzogiorno, un gruppo formato da circa 200 addetti degli Ipercoop di Afragola, Quarto, Avellino e Napoli-Arenaccia è sbarcato da quattro autobus noleggiati dai sindacati di categoria. Ore ed ore di viaggio da Napoli trascorse nella speranza di scongiurare 250 licenziamenti e la contestuale chiusura dell’Ipercoop di Afragola.
A ogni modo il presidio a Vignale dei lavoratori campani è stato di quelli pacifici. Bandiere dei vari sindacati in pugno, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil e Usb, i manifestanti hanno tentato di fare ingresso negli uffici Unicoop. Alla fine li ha ricevuti proprio il presidente, Marco Lami, che ha annunciato la decisione di sospendere l’invio delle lettere di licenziamento fino all’8 di ottobre prossimo. “Lami probabilmente – spiegano alcuni attivisti sindacali – vuole allungare i tempi di esecuzione dei tagli in Campania nella speranza che le coop emiliane riaprano la trattativa finalizzata all’avvio del piano di salvataggio dei negozi di Afragola, Quarto, Avellino e dell’Arenaccia”.
La trattativa era stata bruscamente interrotta sul nascere il 26 luglio scorso, in un albergo romano, perché i sindacati avevano ritenuto troppo drastici i tagli imposti ai salari campani d coop Estense e Adriatica. “Come potremo vivere con stipendi che non supereranno i 600 euro ?”, l’interrogativo degli addetti del Napoletano, avanzato dopo il mancato accordo sulla procedura di mobilità verbalizzato da sindacati e azienda il 13 settembre scorso all’Ormel, l’ufficio regionale del Lavoro. Da quella data ogni giorno è utile a Unicoop per mandare in modo unilaterale le lettere di licenziamento. Una procedura che per il momento è stata congelata dai responsabili di Unicoop. Questa decisione però non ha convinto più di tanto i manifestanti partenopei, che ieri a un certo punto hanno deciso di rinviare di qualche ora il loro ritorno a Napoli per puntare sull’Ipercoop di Livorno.
Qui la barriera casse è stata occupata e l’ipermercato è stato costretto a fermarsi. Intanto in Campania, a causa dello sciopero proclamato dai sindacati, sono rimasti chiusi per tutta la giornata gli Ipercoop di Afragola, Quarto, Avellino e Arenaccia. La vertenza continua. Per lunedì prossimo il ministero del Lavoro ha convocato le parti a Roma. Al tavolo parteciperanno certamente i sindacati ma non si sa se le cooperative accetteranno il confronto. Oggi assemblea ad Afragola. L’ipermercato non apre da nove giorni di fila.

