E’ quanto emerso dall’ultimo incontro tra le cooperative emiliane e i sindacati.
Dall’ultimo incontro di lunedì, a Roma, tra le cooperative emiliane e le segreterie nazionali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Ultics-Uil, trapelano indiscrezioni che lasciano intravedere sacrifici molto pesanti per i 660 lavoratori Ipercoop della Campania.
Condizioni dure imposte in cambio del piano di salvataggio e sviluppo fatto profilare dalle cooperative Estense e Adriatica. Ecco quanto emerso dal confronto. Gli esuberi si riducono da 250 a 96. Ma restano, dunque, tagli a ogni modo cospicui. Inoltre: passaggio di tutti gli addetti con contratto a tempo pieno (full time) al contratto a tempo parziale (part time), composto da 24 ore settimanali. Non è finita. Tutti i dipendenti part time, a 24 ore settimanali , dovranno vedersi ridotte a 20 le ore di lavoro.
Riduzioni dell’orario, quindi, talmente drastiche da rendere i salari molto più leggeri, fino a un minimo di 600 euro al mese netti. In una nota l’Usb, l’Unione dei sindacati di Base, che ricordando la recente sentenza della Corte Costituzionale, giudica “ illegittima l’esclusione dalla trattativa”, fa sapere che “le condizioni imposte dalle cooperative emiliane sono insopportabili per tutti gli addetti Ipercoop della Campania” e annuncia che “i lavoratori vogliono contribuire e dimostrare con un proprio piano che un’ altra strada è possibile”. Nel frattempo la procedura di mobilità è stata sospesa fino a settembre. Prossimo incontro tra sindacati e cooperative martedì 6 agosto.

