Nonostante gli scioperi, le serrate e la conferma dell’interessamento delle coop emiliane la Unicoop non blocca la procedura di licenziamento. Il confronto passa in Regione.
Mancato accordo sui licenziamenti e sulla contestuale chiusura dell’Ipercoop di Afragola. L’ennesima brutta notizia sul fronte occupazionale e produttivo giunge dal confronto di ieri, nell’ufficio centrale di Ipercoop Tirreno, ad Afragola, sull’ultimo esame congiunto in sede aziendale tra la Unicoop di Vignale Riotorto e i sindacati.
Dunque, la procedura di licenziamento collettivo va avanti. Ora per legge deve mediare la Regione Campania il confronto sindacale. In base alla norma ci sono soltanto altri 30 giorni di tempo per evitare il peggio. La cooperativa toscana, che detiene il controllo della catena campana Ipercoop, ha deciso di insistere sulla strada dei tagli e delle chiusure, nonostante lo sciopero proclamato dai confederali di categoria sabato scorso, che ha portato alla serrata generale degli ipermercati di Afragola, Quarto e Avellino e del supercoop di Napoli-Arenaccia. Una chiusura forzata dovuta alla protesta massiccia, che la domenica successiva era stata replicata dai lavoratori ad Afragola, l’impianto in questo momento più a rischio.
Ma la situazione intanto sta assumendo connotati contraddittori. Un mese fa era stata infatti la stessa Unicoop a interrompere la procedura di mobilità dando la notizia di una trattativa con le cooperative emiliane Estense e Adriatica per la costituzione di una società a controllo paritario in grado di salvare e rilanciare gli Ipercoop della nostra regione. Notizia che martedi scorso è stata ribadita dall’Ancc, l’Associazione nazionale delle cooperative di consumo, che ha annunciato l’arrivo in Campania di tecnici delle cooperative emiliane entro il prossimo 18 luglio. Un’ispezione finalizzata alla verifica delle condizioni complessive della catena commerciale regionale di Ipercoop Tirreno. A questo punto, quindi, il piano di salvataggio sembrerebbe pronto. Ma la Unicoop insiste lo stesso sulla strada dei licenziamenti e delle chiusure.
E le proteste si moltiplicano. L’altro giorno un gruppo di lavoratori di Ipercoop Tirreno aderenti al sindacato di base Usb ha occupato la sede napoletana dell’Ancc, al centro direzionale. Obiettivo: chiedere la revoca immediata della procedura di licenziamento. Nel frattempo Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil terranno di nuovo le assemblee dei lavoratori per decidere le strategie di lotta da adottare in questa fase. A questo punto non si sa cosa possano escogitare i sindacati per impedire un nuovo, drastico ridimensionamento occupazionale e produttivo in Campania.






