Ieri sera, davanti agli 88 ex operai a termine dello stabilimento di Pomigliano, il vescovo Depalma, politici, sindaci, imprenditori e sindacalisti hanno lanciato segnali di un piano occupazionale comune.
Il vescovo, Beniamino Depalma, i parlamentari Massimiliano Manfredi (Pd) e Paolo Russo (Pdl), l’ex presidente dell’unione degli industriali di Napoli nonché patron della Adler, Paolo Scudieri, e poi sindacalisti, dirigenti regionali, i sindaci del territorio: tutti insieme nel vescovado a cercare soluzioni di lavoro per gli ex precari della Fiat di Pomigliano.
Don Aniello Tortora, parroco della chiesa del Rosario a Pomigliano e responsabile della pastorale sociale e del lavoro della diocesi, ieri sera ha portato nel palazzo vescovile gli 88 ex operai con contratto a termine o di apprendistato scaduto tra il dicembre del 2009 e il marzo del 2010. Giovani e, per la maggioranza, non più giovani con famiglie a carico la cui sopravvivenza è appesa al filo sottilissimo di una cassa integrazione in deroga che scadrà a dicembre, in via definitiva. “Responsabilità , sinergia, immaginazione”, la ricetta suggerita da Depalma ai politici e ai sindaci presenti al vertice.
“Mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata”, il monito del prelato pronunciato davanti ai sindaci di Nola, Geremia Biancardi, Casoria, Enzo Carfora, Castello di Cisterna, Clemente Sorrentino, Brusciano, Giosy Romano, e Acerra, Raffaele Lettieri, i soli primi cittadini accorsi sul posto dei tanti invitati dalla Chiesa locale. “Bisogna puntare sulla qualità del prodotto”, ha fatto notare Scudiero. Un appunto ripreso da Massimiliano Manfredi: “Partendo dalla qualità è necessario un accordo di programma e di partenariato, facendo squadra con i comuni, la Regione, le imprese”. “Pensiamo a fare le cose che sappiamo e che possiamo fare con un patto del territorio che punti sulle piccole e medie aziende”, ha aggiunto Paolo Russo. E Giampiero Tipaldi, della Cisl, ha esortato tutti ad andare “insieme alla Regione e all’Unione degli Industriali allo scopo di sollecitare provvedimenti concreti”.
“La Chiesa non è contro nessuno – ha infine chiarito il vescovo – non è contro la Fiat o contro le imprese. Siamo a favore della dignità dell’uomo, per il Vangelo, per il rispetto dell’uomo. Il mito dal denaro sta crescendo e insieme al disastro ecologico c’è il disastro umano. La cassa integrazione non è la risposta. Non è più tempo – l’appello di Depalma – di contrapposizioni. E’ tempo di responsabilità ”.






