Niente stipendi per gli oltre 500 addetti degli stabilimenti di Pomigliano e di Somma Vesuviana. E’sciopero non stop.
C’è da rimanere di stucco quando ci si sofferma davanti al nutrito quanto variegato catalogo delle produzioni Dema spa, azienda aeronautica d’eccellenza nel suo settore con clienti del calibro di Alenia, principale committente, e poi di Agusta, Boeing, Airbus, Bombardier.
Sarà forse proprio questa solidità tecnologica la ragione del grande stupore destato dalla protesta messa a segno ieri dai 500 addetti degli impianti di Pomigliano e di Somma Vesuviana, divenuti protagonisti, a causa del mancato pagamento dello stipendio di aprile, di scene da azienda piombata nel bel mezzo di una crisi profonda, rimasta priva di corrente elettrica per morosità e assediata sin dall’alba dai picchetti operai piazzati davanti al cancello dell’impianto di Pomigliano, ubicato nell’area industriale della città delle fabbriche, e davanti all’ingresso dello stabilimento di Somma Vesuviana, in via San Sossio.
Qui, nell’area di San Sossio, una volta c’era la storica Fag, la fabbrica di cuscinetti a sfera, ormai fallita, che nel 2000 fece posto alle mire espansioniste dell’intraprendente imprenditore puteolano Vincenzo Starace, storico fondatore della Dema, quindi approdata, nel 2005, in una speciale classifica delle aziende italiane emergenti più interessanti. Intanto da cinque giorni i 650 dipendenti della società ( altri 140 addetti lavorano nell’impianto di Brindisi ) aspettano uno stipendio che non si sa quando sarà erogato. “ I ritardi nei pagamenti sono divenuti ormai sistematici e inoltre abbiamo saputo che l’azienda ha 80 milioni di debiti, 30 dei quali per mancati versamenti all’Inps – hanno sostenuto ieri decine di lavoratori assiepati davanti all’impianto di Somma Vesuviana – inoltre la società non ha versato alle finanziarie le rate detratte dalle nostre buste paga per gli acquisti effettuati da noi dipendenti, alcuni dei quali sono già protestati ”.
Raffica di lamentele di quelle da brivido, dunque. “Hanno dichiarato un esubero di 41 unità – i timori delle maestranze – tra Pomigliano e Somma ma continuano a voler assumere altra manodopera: stanno facendo i colloqui proprio in questi giorni ”. I lavoratori hanno confermato la prosecuzione dei picchetti anche per oggi: è sciopero a oltranza, unitario. “ La situazione è gravissima – hanno concluso i lavoratori in lotta – crediamo che Alenia e, attraverso di essa, Finmeccanica, nostra principale committente, vogliano precise garanzie ”. Fin qui la versione dei lavoratori, che fornisce un quadro estremamente critico e preoccupante della vertenza. Ma il capo del personale di Dema, Adriano Buonanno, è molto meno pessimista. “ Si sta facendo un clamore fuori dal mondo – replica il dirigente – anche perché stiamo parlando di un’azienda che ha commesse, per cui la risposta, questa protesta, è sorprendente, inspiegabile ”.
Buonanno, che non ha voluto replicare circa le accuse relative ai debiti, ha però spiegato il motivo della mancata erogazione dell’ultimo stipendio. “ Si tratta – ha dichiarato – di un ritardo di qualche giorno del pagamento per una fase di tensione finanziaria determinata da Agusta, che ci deve oltre un milione di euro ”. Oggi Fim, Fiom e Uilm, che stanno tentando una mediazione allo scopo di sbloccare i salari, terranno una conferenza stampa davanti allo stabilimento di Somma Vesuviana. Ma la crisi dei grandi impianti produttivi non si ferma. Sempre per oggi è attesa l’assemblea dei lavoratori dell’Ipercoop di Afragola, che potrebbe chiudere entro luglio: 250 i licenziamenti.

