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Il “Pdf Vesuvio” è un caso unico in Italia di studio associato di tutti i pediatri dello stesso ambito territoriale. Inaugurata alla presenza del vescovo Beniamino Depalma la nuova sede di via Zabatta.

Novemila assistiti: cioè tutta la popolazione infantile dell’ambito territoriale dei Comuni di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, Asl Napoli 3 Sud, distretto 52. Una platea di bambini che da qualche giorno vengono curati presso una nuova struttura di 600 metri quadrati, quasi una clinica. Ad aprirla, in via Zabatta 35 a Ottaviano, sono stati i pediatri Michele La Pietra, Michele Saviano, Elvira Sorrentino, Annamaria Chianese, Stefano Ementato, Giuseppe Illiano e Saverio Ferraro, riuniti sotto la sigla “Pdf Vesuvio”, cioè pediatri di famiglia. Sette medici che lavorano già da tempo nello stesso posto ed ora hanno deciso di aumentare lo spazio a disposizione dei pazienti e allargare pure i loro stessi orizzonti (già ampi, per la verità).

All’inaugurazione del nuovissimo studio pediatrico associato, infatti, ha partecipato anche il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, che ha subito coinvolto i sette medici in iniziative di solidarietà. Già in passato, peraltro, i medici di Ottaviano si erano resi protagonisti di progetti di prevenzione (per esempio contro l’obesità) attraverso i quali erano state coinvolte anche le scuole. Il sud cammina anche con la ricerca scientifica, dunque: anche se non è quella delle università o dei centri di ricerca. È, tuttavia, una esperienza “sul campo”, fatto di visite e attenzioni che vengono migliorate da un studio modernissimo e coloratissimo.

Niente a che vedere con gli angusti studi medici ai quali siamo da troppi anni abituati: quello di via Zabatta rappresenta un monito rivolto anche a tanti pur bravi professionisti, che troppo spesso trascurano la qualità dell’accoglienza. Peraltro, i sette medici vesuviani rappresentano anche un caso unico in Italia: da nessuna altra parte, infatti, i pediatri dello stesso ambito territoriale hanno lo studio nello stesso posto. Ciò garantisce anche una forma di continuità assistenziale che, in tempi di tagli alla sanità e sacrifici, è molto importante.