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L’Avio di Pomigliano perde pezzi: posti di lavoro a rischio

Il reparto revisioni sta per essere ceduto a un’azienda spagnola, la Ipt. Qui gli esuberi sono 85. E’ la fine annunciata di una gloriosa attività culminata con i motori degli MD 80.

L’Avio ha comunicato ai sindacati l’apertura della procedura per la cessione, agli spagnoli della Ipt, di gran parte delle attività di revisione dei motori aeronautici dello stabilimento di Pomigliano. La procedura di cessione di ramo d’azienda si concluderà il prossimo 30 aprile. Entro questa data dovrà essere organizzato, all’Unione Industriali di Napoli, l’esame congiunto tra azienda e sindacati. A ogni modo l’Avio chiarisce che “questa cessione non causerà alcun problema occupazionale in quanto si tratta di un’operazione meramente finalizzata a incrementare le attività più redditizie”. L’altro giorno i sindacati hanno chiesto e ottenuto un incontro urgente all’Unione. Il primo confronto si è consumato ieri, nella tarda mattinata.

Per l’azienda era presente Mauro Brega, capo delle relazioni industriali di Avio. Per i sindacati invece c’erano gli esponenti delle segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic e i delegati di fabbrica. Nel corso del faccia a faccia è emerso che dovrà essere ceduta all’azienda spagnola Ipt l’attività di revisione del motore a reazione Pw100. Questa cessione comporterà la gestione di 85 esuberi ( 60 operai e 25 impiegati ) sui 137 addetti complessivi delle revisioni. Sempre secondo quanto emerso dall’incontro 65 degli 85 esuberi potranno essere gestiti attraverso un trasferimento interno, cioè verso il reparto costruzioni. Le restanti 20 eccedenze potranno invece essere risolte attraverso un provvedimento di mobilità finalizzato alla pensione. L’azienda conta inoltre di dirottare a Pomigliano due attività di costruzione di componenti motoristici attualmente ubicate negli stabilimenti di Torino e di Brindisi.

“C’è la necessità di gestire al meglio questa fase molto delicata – spiega Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – per cui ogni soluzione non traumatica potrà sicuramente dare una svolta positiva alla vertenza, in attesa che si concretizzi il piano di General Elecric”. “Siamo di fronte alla dismissione di un’attività obsoleta – specifica Crescenzo Auriemma, della segreteria regionale Uilm – ci saranno investimenti per garantire l’occupazione e ricollocazioni interne. Inoltre le eccedenze potranno essere gestite con la mobilità volontaria, le professionalità resteranno intatte e l’intera operazione a Pomigliano sarà gestita nell’ambito di un processo graduale che durerà almeno sette-otto mesi: ci sono i presupposti per l’accordo”.

C’è chi però non la pensa così. Come Giuseppe Iannaccone, rsu della Fiom: “ Il primo problema contingente è che gli organici della fabbrica si sono ringiovaniti parecchio a causa dei tagli occupazionali perpetrati negli ultimi dieci anni. L’altro nodo è che almeno finora non abbiamo visto né un piano industriale né, tantomeno, investimenti concreti. Di conseguenza stiamo assistendo alla prosecuzione di un ridimensionamento irrefrenabile senza prospettive di rilancio. Se queste sono le condizioni non ci potrà essere un accordo ”. La cessione delle revisioni appare come la conclusione annunciata di una storia culminata sette anni fa con la perdita delle commesse Alitalia. Il motore dell’Md 80 sparisce da Pomigliano e fa rotta verso Israele: è il prologo alla fine del reparto un tempo più importante. Accordo sindacale in vista il prossimo 15 aprile, all’Unione Industriali di Napoli.
(Fonte Foto:Rete Internet)

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