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giovedì, Dicembre 2, 2021

Il bollettaro incallito

Quando sperare non costa nulla. O quasi.

Dicevano i latini (che la sanno sempre lunga) «quot capita tot sententiæ», tante teste tanti pareri. Ora capita che in Italia ci siano venti regioni, per cui, parafransando la massima, «quot regiones tot nomina», tante regioni tanti nomi.

Già, perché un po’ per campanilismo, un po’ per varietà dialettica, si dà il caso che da noi ognuno chiami le cose come diavolo gli pare, dando luogo così alla celeberrima “confusione linguistica tricolore”, fiore all’occhiello della nostra bella e rispettata nazione. Provate a chiedere un “cornetto” nelle Marche. Cornetto? What’s cornetto? Ah, croissant! Che stupido, e io che pensavo la frontiera fosse un po’ più su… Ecco che allora un banale cappuccino diventa a Roma un “cappuccio”, i “friarielli” ipercorrettisticamente “friggiarelli” o, peggio ancora, “friggitelli”, il panzerotto (trad.: “’o panzarotto”) si trasforma alternativamente in “supplì”, “crocchè”, “crocchetta” e chi più ne ha, be’, più ne metta.

Ma c’è una cosa che più di tutte parla di Napoli e della sua incrollabile fede nelle virtù del Caso, qualcosa che in altritalia conoscono sotto le mentite spoglie di “scommessa”, “schedina”, e che nel Paese di Pulcinella è semplicemente “’a bbulletta”. La bolletta qui è una religione, un culto, una fede. Si gioca tutti i giorni: Champions, Europa League, Premiership, Liga, Bundesliga, campionato irlandese, islandese, turco, ottomano. La domenica però rappresenta il clou della settimana. Le sale sono stracolme, sovreccitate, la temperatura pallonara a tassi ben oltre il livello di guardia. Si tratta di un microcosmo dall’equilibrio sottilissimo, fatto di frequentatori abituali e improvvisati cercatori di sorte. Avvocati, medici, studenti universitari, panettieri, disoccupati, baristi e parrucchieri, le porte della Fortuna sono democratiche e trans-categoriali.

All’occhio del profano gli scommettitori sono tutti uguali, perciò se siete distratti o poco concentrati la sua presenza passerà senz’altro inosservata. Eppure ce l’avete lì davanti al naso, barba di sei giorni e blocchetto alla mano, lontano dal clamore e dagli strepiti dei dilattanti di turno, sepolto in un mare di scartoffie quasi fosse un alchimista alle prese con la pietra filosofale. Sì, è proprio lui, il bollettaro incallito. Per costui il football non ha segreti: under, over, goal, parziale, finale, doppia chance, pari, dispari, la sua cultura calcistica è infinita e in costante aggiornamento. Il bollettaro incallito è un professionista della puntata, un monomaniaco dell’azzardo. Interrogatelo sulla grammatica, sulla politica, sulla geografia o l’educazione civica e sarà scena muta, ma non osate sfidarlo su un pallone che rotola, perché, fidatevi, è una partita persa.

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